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UNIVERSITA' GRATIS O QUASI! - da Salvatore Armando Santoro

UNIVERSITA' GRATIS O QUASI !

NOTIZIA RIPRESA DA GOOGLE NEWS ALERT DEL 5 FEBBRAIO 2009

 

Ultimo aggiornamento: Oggi 11:30

Cultura

Gli universitari dell'Aquila informano

Atenei in cifre, baroni, bandi e University of the People

Dalla newsletter di www.univaq.net 

Università per tutti, online

Un'università internazionale, completamente online ed aperta a tutti con costi di iscrizione risibili. È questa la promessa della "University of the People".
Reshef, un passato da designer di e-learning ed un presente nella board della community educativa Cramster, parte da un assunto molto semplice. "Il materiale per i corsi è già tutto là, reso disponibile dagli Atenei che hanno messo online gratuitamente i propri corsi - spiega al reporter del New York Times - E poi sappiamo che l'insegnamento peer-to-peer in linea funziona. Mettendo insieme questi elementi, si apre lo spazio per una università gratuita aperta agli studenti di tutto il mondo. Aperta a chiunque parli inglese ed abbia una connessione internet a disposizione".
La University of the People dovrebbe aprire i battenti nell'Aprile del 2009, con una fase beta che prevede un numero ridotto di studenti ( 300) e pochi corsi a catalogo. Ma d'altra parte Reshef si dice fiducioso di poter raggiungere in meno di cinque anni la soglia di 10000 iscritti dove, spiega, il business diventerebbe profittevole. L'investimento iniziale previsto è di 5 milioni di dollari.
Nelle "classi" virtuali del nuovo ateneo, ciascuna composta da non più di 20 studenti, verrebbero forniti i vari insegnamenti associati al corso di laurea. Per ogni insegnamento sono previsti un forum online- dove scaricare i materiali didattici, vedere le domande dei colleghi, discutere i temi non chiari e vivere momenti di interazione online con gli altri studenti.
La supervisione rispetto alle attività degli alunni, spiega ArsTechnica, dovrebbe essere garantita da team misti formati da volontari (non pagati) e docenti veri e propri. A questi ultimi il compito di monitorare l'andamento complessivo delle lezioni, il comportamento dei volontari, nonché risolvere eventuali dubbi lasciati irrisolti nei forum. "L'idea - spiega ancora Reshef - è quella di prendere il concetto di social networking ed applicarlo al mondo dell'università".
Altro punto forte della University of the People dovrebbe essere l'economicità. L'iscrizione al singolo corso dovrebbe infatti costare una cifra variabile tra i 15 ed i 50 dollari, mentre la partecipazione agli esami - unica voce di costo ulteriore per gli studenti - dovrebbe oscillare tra i 10 ed i 100 dollari. Le tariffe per i ragazzi dei paesi in via di sviluppo sarebbero di default quelle più basse, mentre prezzi più alti verrebbero praticati per tutti gli altri.
A dispetto dell'entusiasmo profuso da Reshef e dai suoi collaboratori, però, molti addetti ai lavori restano scettici rispetto all'iniziativa. "Negli ultimi dieci anni si è parlato spesso di avviare iniziative simili, ma i tempi non sembravano maturi - spiega il direttore dello Sloan Consortium, John Bourne - Dal punto di vista dei contenuti c'è molto (e molto di buono) in giro. Ma la vera incognita sono gli insegnanti. Mi piacerebbe capire quale sia la ricetta che consente di trovare, e formare, un insegnante di qualità senza imporre agli studenti adeguate tasse universitarie".
Ci sarebbe poi da badare alle problematiche tecnologiche collegate al progetto. I file audio-video delle lezioni, infatti, richiedono connessioni broadband che una larga parte del pubblico potenziale di Reshef non sembra possedere. Il rischio è che nei paesi in via di sviluppo gli studenti abbiano accesso soltanto ai materiali testuali, mancando una parte fondamentale dell'esperienza didattica. Ma Reshef risponde con ottimismo a tutte le critiche mosse contro il suo nuovo progetto. "Collaborando online, gli studenti formano delle reti sociali molto forti. E attraverso queste reti online, peraltro molto amate dai ragazzi, siamo in grado di portare gli insegnamenti superiori in ogni parte del mondo. (...) Fino ad oggi, non sono ancora riuscito a trovare una sola persone per la quale questa non sia una buona idea".
Negli ultimi anni, la formazione a distanza ha conosciuto una vera e propria esplosione. Una ricerca dello Sloan Consortium illustra come, nel 2007, almeno 3,5 milioni di studenti abbiano frequentato corsi online negli Stati Uniti, mentre progetti come OpenCourseWare del MIT vengono ripresi da paesi di ogni parte del mondo. In Italia lo scenario sembra evolvere con qualche lentezza in più, ma le grandi istituzioni si stanno comunque attrezzando.

Università, tendenze e prospettive

Il ventunesimo Rapporto Italia stilato dall’Eurispes fa un check-up globale e puntuale alla nostra società, evidenziando potenzialità e criticità in ciascun settore.

Lo stato di salute dei nostri atenei è stato monitorato attraverso diversi indicatori e, dati alla mano, si possono fare alcune considerazioni di massima sull’attuale trend della formazione universitaria e sulle prospettive future del comparto sui punti caldi: governance, valutazione e reclutamento dei docenti.

Atenei in cifre. Dal 1980 ad oggi, il trend degli immatricolati è stato crescente passando dai circa 200.000 del 1980/1981 ai 308.000 nell’anno accademico 2007/2008. Per quanto riguarda il numero degli iscritti, il ritmo di crescita si è stabilizzato, negli ultimi cinque anni, a circa 1 milione e 800mila unità, così come è rimasto pressoché invariato il numero di laureati nell’ultimo triennio (circa 300mila unità all’anno).

Laureati, più ombre che luci. Il rapporto tra laureati e popolazione in età di laurea è passato dal 19% del 2000 al 39% del 2006, al di sopra della media Ocse (37%). Resta, tuttavia, ancora inferiore alla media europea il numero di coloro che hanno una formazione universitaria: sono il 17% della popolazione di età compresa tra i 25 e i 34 anni, a fronte della media dei paesi Ocse al 33%. Altre criticità sono rappresentate dal tasso di abbandono tra il primo e il secondo anno (pari al 20%), dalla scarsa regolarità negli studi e dalla percentuale dei fuoricorso che s’attesta al 40,7%.

Docenti a quota 62mila. A novembre 2008, i docenti di ruolo sono, complessivamente, quasi 61mila e 700 unità (61.685), divisi in 18.965 professori ordinari, 18.282 associati e 24.438 ricercatori. Per la prima volta, in dieci anni, è diminuito il numero di ordinari (di 659 unità) e associati (-457 unità), ma sono aumentati i ricercatori di circa 900 unità (+877). Per tutte le tre fasce di ruolo, l’età media dei professori ordinari è 58 anni, quella dei professori associati è 52 anni e quella dei ricercatori è 44 anni. Inoltre, la presenza femminile tra i professori ordinari ha percentuali più basse rispetto a quella maschile: le donne sono meno del 18%.

Quanto costa uno studente? Mentre i paesi Ocse spendono in media 11.512 dollari per ogni studente universitario, l’Italia ne investe solo 8.026. A differenza degli altri paesi Ocse, la spesa pubblica nel settore universitario non è cresciuta tra il 2000 e il 2006: le entrate ministeriali sono, invece, diminuite passando dal 72,9% del 2001 al 64,7% del 2006. Nel 2006 le entrate complessive per il sistema universitario sono state pari a 12,2 miliardi di euro. Sono però aumentate del 35% le entrate esterne: fenomeno che viene interpretato dal Cnvsu come crescita della capacità imprenditoriale degli atenei.

Tra i nodi al centro del dibattito il più sentito riguarda la governance: le prospettive future, superando la contrapposizione tra derive autonomiste e centraliste, propongono un modello in cui venga salvaguardata l’autonomia degli atenei assegnando al Miur poteri d’indirizzo generale evitando ingerenze gestionali.

Per quanto riguarda la valutazione, fino ad ora, ci sono molte parole e pochi fatti: da più parti viene invocato un sistema meritocratico indipendente per assegnare le risorse in base ai risultati. Ma per incentivare i comportamenti virtuosi e sanzionare quelli lassisti manca un’autorità nazionale indipendente: l’Anvur, istituita nel 2006 dall’ex titolare del Miur Fabio Mussi, non è mai entrata in funzione.

Ormai l’esigenza di riformare i concorsi per la docenza universitaria è diventata ineludibile: per affermare il merito e combattere nepotismi e localismi. Le diverse proposte per arrivare ad una soluzione positiva del problema insistono su composizione trasparente delle commissioni, magari con un sorteggio integrale, oltreché graduatorie nazionali degli idonei. L’attuale sistema viene giudicato farraginoso e ancora troppo legato a logiche baronali.

 

Bando di concorso per n. 338 contratti di attività a tempo parziale a.a. 2008/2009 - "150 ore"

Aperto il bando di collaborazione studentesca per l'assegnazione di n. 338 contratti di attività a tempo parziale. Ciascun incarico comporterà un'attività di 150 ore complessive in moduli non superiori a tre ore al giorno e da completarsi entro e non oltre il 31 marzo 2010. La domanda di partecipazione deve essere compilata e consegnata entro il 16 febbraio 2009.

http://www.univaq.it/section.php?id=628


Un paese di baroni" Inchiesta di Chiarelettere sull'università.

Questo libro racconta l’università dei privilegi e anche l’università di chi lavora seriamente tutti i giorni e per pochi soldi. Le storie e le testimonianze di chi si è ribellato contro i concorsi truccati rivelano un sistema fortissimo, basato molto sull’obbedienza e molto meno sul merito: esistono delle vere e proprie gerarchie nazionali per ogni disciplina, chi occupa il vertice comanda su tutti.
Bisogna fare così nell’università dei baroni: presentarsi al colloquio con il prof muniti di un registratore portatile e memorizzare su nastro “le regole del gioco”. Negli ultimi anni numerosi casi diintercettazioni fai da te hanno portato a più di un’inchiesta in tutta Italia. Contro prepotenze e abusi.

Un sistema tanto chiacchierato, e oggetto di generale indignazione, ma che fino a oggi tutti hanno accettato. Importante era non fare i nomi. E poi le lobby: “bianche”, “rosse” e “nere” (senza dimenticare Comunione e liberazione e l’Opus Dei). Chi non sta alle regole, è fuori.

Studenti, dottorandi e ricercatori, magari dopo una vita di studio, esperienze all’estero e pubblicazioni in riviste autorevoli, aspettano il loro turno. Ma non è detto che ce la facciano. Anzi.Nascono blog e siti internet che danno voce alla loro frustrazione: per difendere l’università pubblica e la voglia di un futuro più onesto e più giusto.

Paolo Bertinetti, preside della facoltà di Lingue e letteratura, Torino.
“Non ho mai conosciuto nessuno che sia diventato professore solo in base ai propri meriti.”

Un paese di baroni
di Davide Carlucci e Antonio Castaldo
Chiarelettere Editore
Collana: principioattivo
Pagine 336 - prezzo 14,60

Gli autori
Davide Carlucci è giornalista de la Repubblica. Lavora alla redazione di Milano.
Antonio Castaldo è giornalista del Corriere della Sera. Lavora a Milano.

 

04/02/2009 18:47

 


NASCERA' L'UNIVERSITA' PER FORMARE SCIENZIATI DI NUOVA GENERAZIONE (Da Francesco Galgani) - da Salvatore Armando Santoro

LE MACCHINE SUPERERANNO L'INTELLIGENZA UMANA?

Le macchine supereranno l'intelligenza umana? E questa la domanda che molti studiosi si stanno ponendo e gli studiosi ne sono convinti. Ed oggi l'amico Francesco Galgani (www.galgani.it) ci ha inviato il commento sotto riprodotto che proponiamo ai visitatori del portale.

A fondo pagina anche link per chi volesse leggersi la notizia direttamente sul "The Financial Times Limited 2009", articolo che non possiamo riprodurre perchè coperto da copyright

«La Nasa e Google sosterranno il progetto per la creazione di una "università" che formerà scienziati di nuova generazione: ovvero in grado di competere con l'intelligenza artificiale.  

Alla base della nuova scuola c'è la convinzione che, molto prima di quanto si pensi, l'intelligenza artificiale supererà quella umana.                

La nuova istituzione si chiamerà "Singularity University" e ci sarà Ray Kurzweil, l'inventore della teoria della Singularity secondo la quale le macchine supereranno gli umani.»

Ed eccovi il link:
http://www.ft.com/cms/s/0/8b162dfc-f168-11dd-8790-0000779fd2ac.html

(Tratto da Televidio pag. 163 - 3 Gennaio 2009)

 

 


PER RICORDARE RACHEL CORRIE UNA EROE DI PACE - da Salvatore Armando Santoro

IN MEMORIA DI RACHEL CURRIE

RACHEL CORRIE E' UNA MARTIRE DEI NOSTRI GIORNI ED  ANCHE UN  MODELLO DA IMITARE.

INVECE DI ANDARE A DIVERTIRSI IN VIDEOTECA COME TANTE SUE COETANEE HA PREFERITO RECARSI IN PALESTINA PER BATTERSI PER LA PACE.

A 23 ANNI HA PERSO LA VITA NON PER AVER COMBATTUTO O VITTIMA DEI BOMBARDAMENTI MA PERCHE' E' STATA PRODITORIAMENTE ASSASSINATA.

INFATTI, SI ERA DISTESA PER TERRA PACIFICAMENTE PER IMPEDIRE ALLE RUSPE ISRAELIANE DI DEMOLIRE LE CASE DEI PALESTINESI ED E' STATA SCHIACCIATA SENZA PIETA' DAI MEZZI MECCANICI CHE AVANZAVANO E CHE NON SI SONO FERMATI.

CHE IL SUO ESEMPIO SIA DI INSEGNAMENTO E DI MONITO PER TUTTE LE PERSONE DI BUONA VOLONTA' E CHE LA SUA AZIONE RIMANGA SCOLPIATA IN ETERNO NELLA MENTE E NEI CUORI DI QUANTI VORREBBERO VIVERE IN PACE ELIMINANDO OGNI FORMA DI VIOLENZA E DI OPPRESSIONE NEL MONDO.

Salvatore Armando Santoro - Webmaster

 

Chi vuol vedere il filmato con le immagini del suo "assassinio" può copiare ed incollare il link nella barra di internet explorer per poterlo visionare.

http:/www.funzioniobiettivo.it/pace/RACHEL_CORRIE.pps

 


AVVOCATI DI STRADA: Diritti non schedature - da Salvatore Armando Santoro

Diritti, non schedature. La Fio.PSD lancia una campagna per il diritto alla residenza anagrafica delle persone senza dimora

Tra poche settimane la vita delle persone senza dimora in Italia potrebbe essere ancora più difficile. Con la più che probabile approvazione del disegno di legge n.733, in discussione domani al Senato (ed entro 15 giorni alla Camera), verrebbe di fatto modificata la legge anagrafica del 1954 e ciò complicherebbe i percorsi di inclusione sociale delle persone gravemente svantaggiate.

In particolare, l’articolo 36 del decreto legislativo legherebbe il diritto alla residenza alla verifica, da parte degli uffici comunali, delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile in cui si intende fissare la residenza stessa. Oltre a creare seri problemi alle amministrazioni pubbliche, questo provvedimento renderebbe ancora più difficile per le persone in stato di grave emarginazione ottenere e mantenere la residenza anagrafica, di fatto escludendole dai più importanti diritti civili riconosciuti dalla Costituzione, tra cui l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale e l'accesso ai servizi sociali.

Non è tutto: l'articolo 44 prevede l'istituzione, presso il ministero degli Interni, di un registro nazionale per le persone senza dimora. Oltre a far intuire finalità di controllo, più che di reinserimento sociale, delle persone gravemente emarginate e senza dimora, il registro rischierebbe di separare l'iscrizione anagrafica dagli abituali luoghi di vita, con effetti imprevedibili sul reale accesso ai servizi da parte delle persone senza dimora. Un esempio? Se una persona senza dimora di Palermo dovesse avere qualsiasi tipo di problema, dovrà rivolgersi ai servizi sociali della sua città o direttamente a Roma?

Nel caso delle persone senza dimora e in condizioni di emarginazione – dice il presidente di Fio.PSD, Paolo Pezzana –, tali provvedimenti costituirebbero un ulteriore grave ostacolo all’attivazione e alla realizzazione di percorsi di aiuto ed inclusione sociale, per i quali la residenza anagrafica è condizione necessaria, e rappresenterebbero, nei fatti più che nelle intenzioni, una volontà politica che loro (e chi di loro si occupa) vivrebbero certamente come persecutoria”.
Siamo consapevoli – prosegue Pezzana – che la legge anagrafica del 1954 necessita di una rivisitazione che sappia cogliere le nuove esigenze delle comunità e dei territori e della vita delle persone, e garantire sicurezza, trasparenza e prevenzione degli abusi. Proprio perché questi obiettivi, a cui tutti teniamo, siano raggiunti, deve trattarsi di una riforma organica, non di una mutilazione progressiva e non coordinata”.

Alla luce di queste disposizioni, che stanno per essere tradotte in legge, la Federazione italiana organismi Persone senza dimora (Fio.PSD) lancia un appello al Parlamento affinché venga presa in considerazione l'ipotesi di stralciare gli articoli 36 e 44 del disegno di legge n. 733.

L'appello è sottoscritto anche dalla rete dei giornali di strada italiani: Piazza Grande (Bologna), Scarp de' Tenis (Milano), Terre di mezzo (Milano), Shaker pensieri senza dimora (Roma), Foglio di via (Foggia).

Avvocato di strada Onlus partecipa alla campagna, e invita tutte le associazioni di volontariato che si occupano di persone senza dimora e di esclusione sociale, e tutti i privati cittadini, a unirsi e collaborare.


Per aderire:
Fio.PSD
Vico San Luca 4/14
14124 Genova (GE)
tel. e fax + 39 010 246 10 96
e-mail:
fiopsd@fiopsd.org
Skype:
callto://fiopsd
Facebook:
http://www.facebook.com/event.php?eid=64283882256&ref=nf

--
Jacopo Fiorentino
Associazione Avvocato di strada Onlus
Via Corazza 7/8, 40128, Bologna
Tel.051397971, Fax 0513370670, Cell.3939794642
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CONTRO IL RAZZISMO di Roberto Malini - da Salvatore Armando Santoro

Nomadi. Lettera d'encomio dal Parlamento europeo alla Scavolini Pesaro, per le sue iniziative contro il razzismo

"Forza Scavolini! - scrive l'onorevole Viktória Mohácsi - Un esempio per tutti di fratellanza e solidarietà". Intanto, nell'àmbito del progetto "Sport e Diritti Umani", il Gruppo EveryOne presenta un dossier alla FIBA sulla condizione delle minoranze in Italia

Bruxelles, 2 febbraio 2009. "Forza Scavolini!". Termina con questo incitamento la lettera ufficiale inviata dalla sede del Parlamento europeo alla società sportiva di pallacanestro Scavolini Spar di Pesaro e firmata dall'europarlamentare Viktória Mohácsi, una delle personalità politiche più attive nell'Unione europea riguardo alle istanze per i diritti diritti del popolo Rom e alla lotta contro la discriminazione etnica e razziale. "Esprimo ammirazione e supporto per l'iniziativa promossa dalla Scavolini 'Tutti diversi, tutti uguali' e in particolar modo per l'invito ufficiale che la Società sportiva di Pesaro ha rivolto alla comunità Rom locale, accogliendone una rappresentanza in tribuna. Nell'àmbito delle politiche europee contro la discriminazione, è importante che la solidarietà sostenga coloro che sono colpiti da pregiudizi razziali". Ricordiamo che 28 dicembre scorso la Scavolini Pesaro ha invitato quali ospiti d'onore i Rom che vivono a Pesaro, che insieme ad alcuni attivisti del Gruppo EveryOne hanno tifato per la compagine marchigiana, esponendo una striscione con la scritta "I Rom di Pesaro e la Scavolini contro il razzismo". Prima della partita all'Adriatic Arena di Pesaro, lo speaker aveva annunciato ai 7000 spettatori la presenza sulle tribune di Roberto Malini e Dario Picciau del Gruppo EveryOne e della rappresentanza Rom. Quindi numerosi bambini scendevano sul parquet mostrando al pubblico cartelli con lo slogan antirazzista della Scavolini: "Tutti diversi, tutti uguali".
"L'iniziativa della Scavolini ha fatto il giro del mondo," spiegano Malini e Picciau, "ed è stata proposta come esempio di educazione all'antirazzismo dalle più importanti organizzazioni internazionali che si battono contro la segregazione dei Rom: Union Romani, ERRC, Erio, O Nevo Drom e molte altre. La società pesarese ha tracciato, prima in Europa, una via che indica ai giovani la tolleranza e la fratellanza quali ideali fondamentali dello sport e la sua iniziativa ha sollevato importanti consensi presso le Istituzioni Ue, che la cosiderano come un esempio da proporre a tutti i Paesi membri dell'Unione".  Il Gruppo EveryOne ha preso contatto con l'Assessore comunale allo Sport Maria Pia Gennari per consegnare alla Società sportiva, con una cerimonia amichevole e informale, la lettera di encomio europeo. Prossimamente atleti e dirigenti della Scavolini si recheranno in visita presso gli edifici fatiscenti dove ormai da un anno vivono in condizioni di tragica indigenza, diverse famiglie di Rom romeni che si sono rifugiate in città dopo essere state oggetto di gravi atti di intolleranza e operazioni di sgombero senza sostegno sociale.
"Annunciando una visita da parte degli atleti e dei dirigenti presso gli insediamenti in cui vivono i Rom di Pesaro," scrive l'onorevole Mohácsi, " la Scavolini Spar ha offerto alla cittadinanza e alle Istituzioni di Pesaro un esempio di fratellanza e solidarietà". il 19 ottobre 2008 l'onorevole Viktória Mohácsi visitò gli insediamenti Rom di Pesaro, guidata dal Gruppo EveryOne, insieme a una commissione internazionale composta da esperti nel campo delle discriminazioni su base etnica e razziale e alla troupe della televisione ungherese, intenta a realizzare un documentario sulla condizione dei Rom. "Siamo particolarmente orgogliosi di consegnare alla dirigenza della Scavolini la lettera di encomio del Parlamento europeo," continuano Malini e Picciau, "perché riteniamo che se iniziative come quella promossa dalla Società di Pesaro fossero seguite da altre realtà nel mondo dello sport, della cultura e dello spettacolo, si diffonderebbe una nuova coscienza civile, ispirata dalla Dichiarazione universale dei Diritti Umani, dalla Carta dei diritti fondamentali nell'Unione europea, dagli ideali di fratellanza su cui si basano le religioni. In quest'ottica, la Scavolini Spar sta conseguendo una vittoria civile e umana che va ben oltre i titoli sportivi. Niente ha maggior valore che contribuire alle conquiste nel campo dei Diritti Umani. La Stagione 2008-2009 della Scavolini Spar Pesaro, comunque si concluda, è una delle pagine più significative e indimenticabili mai scritte dallo sport mondiale". Sempre nell'àmbito dei progetti che uniscono sport e antirazzismo, il Gruppo EveryOne presenterà fra qualche giorno alla FIBA, Federazione internazionale Basket, il significato dell'iniziativa della Scavolini e un dossier riguardante la condizione del popolo Rom e dei migranti in Italia. "E' importante che lo sport esprima i valori della fratellanza e del rispetto dei Diritti Umani," spiegano Malini e Picciau, "ecco perché desideriamo avviare insieme alla FIBA e ad altri enti sportivi una campagna internazionale che coinvolga eventi di primo piano come i mondiali di basket del 2014. Sarebbe diseducativo e di pessimo esempio per i giovani e per la stessa Unione europea pensare a un mondiale di basket in Italia se prima il nostro Paese non deciderà di rispettare le indicazioni manifestate dal Parlamento europeo, dal Consiglio d'Europa, dal Cerd (Nazioni Unite) e dalle organizzazioni per i Diritti Umani e iniziare finalmente l'attuazione di programmi di inclusione e accoglienza, abbandonando la pratica disumana degli sgomberi senza alternativa e dei provvedimenti che penalizzano migranti e 'nomadi'. Lo sport simboleggia la fratellanza fra i popoli, questo deve restare un assunto irrinunciabile".

 

Foto ad alta risoluzione:

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Pesaro 2 Febbraio 2009

 


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Salvatore Armando Santoro - Presidente

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