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![]() DISSENTIRE PER NON DIVENTARE COMPLICI - da Salvatore Armando Santoro DISSENTIRE PER NON DIVENTARE COMPLICI ED AFFINCHE' IL NOSTRO SILENZIO NON SIA INTESO COME ASSENSO.Questo avrebbe detto oggi Mario Luzi se sedesse ancora sugli scanni dei senatori a vita del Parlamento Italiano.Infatti, in un suo scritto aveva ammesso che il silenzio degli Ermetisti (e degli intellettuali) durante il fascismo era stato un errore che era costato agli italiani una dittatura, che aveva diviso il paese, ed una sanguinosa guerra, che aveva comportato tanti lutti e tanta miseria al la nostra Nazione.Per questo vi segnaliamo l'articolo di SiciliaInformazioni che riteniamo molto emblematico e molto significativo per far comprendere i pericoli che sta correndo la democrazia in Italia.L’Italia piomba nella crisi istituzionale mentre affronta la crisi economica. Ma Eluana non c’entra nientedi Salvatore Parlagreco
ieri, 07 febbraio 2009
“Senza la possibilità di ricorrere a decreti legge, tornerei dal popolo a chiedere di cambiare la Costituzione e il governo”. Un governo qualsiasi, non un governo guidato da Berlusconi.
E’ bene ricordare che i decreti legge sono uno strumento eccezionale: quando il governo se ne serve, assume i poteri del Parlamento. Invero sono stati utilizzati in molte occasioni impropriamente, con una forzatura delle ragioni di indifferibilità ed urgenza.
Berlusconi vuole via libera all’uso del potere legislativo ogni volta che lo ritiene perché, a suo avviso, senza questo strumento non può governare il Paese. Nel recente passato sulla decretazione d’urgenza il Premier si è scontrato sia con l’opposizione quanto con autorevoli rappresentanti della sua stessa maggioranza; per esempio, il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha rivendicato la centralità del Parlamento nel processo legislativo. Emblematico l’invito rivolto da Fini al Capo del Governo di non abusare della decretazione d'urgenza. In occasione dell'approvazione del disegno di legge anticrisi, il Presidente della Camera ha rimproverato al Premier l'eccessivo ricorso da parte del governo alla fiducia in occasione della presentazione dei suoi provvedimenti in Parlamento. Mozione di fiducia e decretazione d’urgenza, se ricorrenti, possono cancellare il ruolo del Parlamento e modificare di fatto le regole della democrazia parlamentare.
La decisione del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di non firmare il decreto legge “Eluana Englaro” rientra dunque in un contesto politico-istituzionale duramente provato dagli “assalti” e dalle forzature del Premier, la cui insofferenza delle regole e delle prerogative degli altri poteri ed organi dello Stato, è ormai diventata proverbiale. La guerra alla magistratura, trasformata in un covo di vipere che indossano mantelli rossi, e gli aspri, quotidiani attacchi all’opposizione, della quale avrebbe bisogno per affrontare le spine della crisi economica, costituiscono la spia di questa insofferenza inquietante.
C’è in atto il tentativo di dare al conflitto istituzionale una valenza politica. Sarebbe un errore considerarlo tale. Il Presidente della Camera, Fini, leader della destra, ha assunto sia nel merito (il caso Englaro), sia sulla legittimità, (l’abuso della decretazione d’urgenza), una posizione che scolora di ogni valenza politica il conflitto istituzionale in atto. Non si tratta di uno scontro politico fra il leader del centrodestra e un autorevole rappresentante della sinistra, oggi Presidente della Repubblica. La minaccia del ricorso alle urne nel caso in cui i suoi decreti legge non otterranno la firma del Capo dello Stato apre una stagione di tensioni che vedrà il Paese impegnato su due fronti, quello della crisi economica e dello scontro politico-istituzionale.
L’esternazione di una volontà di cambiare la Costituzione ricorrendo alle urne non è perciò un semplice ballon d’essai, il Premier è intenzionato ad andare avanti, ritenendo che il momento sia il più favorevole possibile e che il futuro, a causa della crisi, potrebbe incrinare i consensi di cui oggi dispone. L’incognita non è dunque rappresentata dalle intenzioni di Berlusconi, quanto dalle scelte della sua coalizione, a cominciare dall’ala AN del PDL, il cui leader, Fini, ha sofferto, e continua a soffrire, il cesarismo del Capo del Governo e prossimo “comandante” del PDL.
Eluana? Credo che Eluana sia stata usata per potere una irruzione sulla Carta costituzionale. Non c’entra nulla con tutto quello che sta succedendo. Il cinismo della politica è riuscito a raggiungere vette impensabili. UNA POESIA SU ELUANA (diGiovanni Mechiorre) - da Salvatore Armando Santoro
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