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MOSTRA "I SEMI DEL CAMBIAMENTO: LA CARTA DELLA TERRA E IL POTENZIALE UMANO"
- da Francesco Galgani Mostra Fotografica Documentaria
"I SEMI DEL CAMBIAMENTO:
LA CARTA DELLA TERRA E IL POTENZIALE UMANO"
Promossa dall’Istituto buddista “Soka Gakkai” aprirà il 18 aprile
MASSA MARITTIMA. Si aprirà sabato 18 aprile, alle 11 nel Palazzo dell’Abbondanza di Massa Marittima, la mostra “I Semi del Cambiamento. La Carta della Terra e il potenziale umano”. L’esposizione, promossa dalla Provincia di Grosseto e dai Comuni di Massa Marittima, Gavorrano e Follonica, è organizzata dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Aperta al pubblico fino al 25 aprile, sarà preceduta da un incontro pubblico in programma a Follonica giovedì 16 aprile alle 17 (Casello Idraulico di via Roma) sul tema “Un’armonia di culture. Il dialogo come strumento”.
La mostra, realizzata dalla Soka Gakkai Internazionale e dall’Earth Charter Initiative per il Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile, tenutesi a Johannesburg nel 2002, si compone di 13 pannelli con testi e foto che illustrano la Carta della Terra. Rispetto della vita, integrità ecologica, giustizia sociale ed economica, democrazia, non violenza e pace, sono i principi generali che la Carta della Terra propone per costruire nel XXI secolo una società pacifica e sostenibile.
L’obiettivo della mostra è quello di far conoscere i principi della Carta della Terra e allo stesso tempo presentare le possibili soluzioni alle maggiori emergenze, per mettere le basi di una futura società globale. Il messaggio della mostra, ben sintetizzato nel pannello finale intitolato “Tu puoi”, è che tutti siamo importanti nel determinare il futuro della Terra, attraverso azioni quotidiane e locali che possono determinare cambiamenti globali. Questo è anche il tema del video, presentato nel percorso della mostra, “Quiet Revolution - Una rivoluzione tranquilla” di C. Taylor (vincitore per questo filmato del premio Emmy Award), con la voce narrante nella versione originale di Meryl Streep.
Per Daisaku Ikeda, presidente della Soka Gakkai Internazionale, «È fondamentale che i principi espressi dalla Carta della Terra non rimangano a livello di semplici accordi intergovernativi ma mettano radici nella vita di ognuno come norme basilari di condotta». L’esposizione fa parte delle iniziative a carattere educativo che l’Istituto buddista italiano Soka Gakkai promuove a sostegno dei diritti umani e della pace.
Seeds of Change, I Semi di Cambiamento. La Carta della Terra e il potenziale umano. Palazzo dell’Abbondanza, Massa Marittima. Inaugurazione 18 aprile, ore 17. Apertura al pubblico: 18 - 25 aprile 2009. Orari tutti i giorni dalle 9 alle 21. Ingresso gratuito Visite guidate alla mostra gratuite: per informazioni www.sgi-italia.org.
(tratto dal Tirreno del 14 aprile 2009)
MANIFESTAZIONE PAROLA NEL MONDO
Il Circolo Culturale Mario Luzi di Bocheggiano aderisce alla manifestazione mondiale "Parola nel Mondo" ed organizza per il 16 Maggio 2009 alle ore 16, presso il Teatro Comunale di Boccheggiano, in occasione della premiazione dei finalisti del IV° Bando Letterario Europeo di Poesia e Narrativa Città di Montieri, un pomeriggio all'insegna della poesia, unendosi a tutti gli altri paesi (Argentina, Italia, Spagna, Cuba, Messico, Colombia, Puerto Rico, Costa Rica, Perù, Cile, El Salvador, Marruecos, Stati Uniti, Brasile, ecc...) che nei giorni dal 14 al 17 Maggio 2009 effettueranno degli incontri all'insegna della poesia.
Nel corso di questa manifestazione gli invitati avranno la possibilità di leggere una loro poesia in segno di fratellanza con tutti i poeti del mondo.
Chi lo desidera potrà partecipare alla cena organizzata dal Circolo, il cui costo si aggirerà al massimo sui 20 euro.
Si prega di confermare la propria partecipazione unicamente tramite email da inviare a santoro3000@alice.it inserendo tutti i dati per poter essere identificati e contattati.
Cordiali saluti
Salvatore Armando Santoro - Presidente del Circolo
COME SI POSSONO FARE O DARE GLI AUGURI DI FRONTE ALLA DISGRAZIA ABRUZZESE?
NOI NON CE LA SENTIAMO!
LA PASQUA 2009 NON RAPPRESENTA UN MOMENTO DI FESTA PER IL POPOLO ITALIANO MA DI DOLORE E LANCIAMO UN MESSAGGIO A COLORO CHE SI STANNO AFFANNANDO NEI SUPERMERCATI A FARE ACQUISTI.
COMPRATE UN UOVO PASQUALE DI MENO, UNA COLOMBA PASQUALE DI MENO, ANZI SPIEGATE AI VOSTRI BAMBINI ED AI VOSTRI NIPOTI CHE TANTI BIMBI NON HANNO PIU' UNA CASA, CHE MOLTI SONO MORTI SOTTO LE MACERIE E CHE TANTI ALTRI NON HANNO PIU' GENITORI, NONNI, PARENTI O AMICI E, PERTANTO, QUEI SOLDI, SPESI IN INUTILI BENI DI CONSUMO, POSSONO ESSERE VERSATI A COLORO CHE RACCOLGONO FONDI PER RICOSTRUIRE L'ABRUZZO.
IN QUESTA MANIERA DAREMO UN SEGNO DI SOLIDARIETA' TANGIBILE A QUELLA POPOLAZIONE ED INSEGNEREMO AI NOSTRI PICCOLI QUELLA CARITA' CRISTIANA DI CUI A PAROLE CI RIEMPIAMO SPESSO LA BOCCA MA CHE NEI FATTI MOLTISSIME PERSONE NON SANNO NEPPURE PIU' COSA SIGNIFICHI!
Salvatore Armando Santoro
Webmaster www.circoloculturaleluzi.net
Emergenza Terremoto: cosa fare
- da Francesco Galgani
EMERGENZA TERREMOTO: COSA FARE
Come succede quando ci sono avvenimenti gravi, inattesi, distacchi, come un incidente, una guerra, un terremoto, come quando accade un evento improvviso, a cui non siamo preparati, e da un momento all'altro siamo catapultati in un'altra condizione, perdendo tutti gli attaccamenti e i riferimenti, proprio in queste circostanze è il momento di tirare fuori tutto il nostro coraggio di affrontare le nuove sfide. Il punto non è non aver paura, ma superare la paura.
Amici e amiche del Circolo, vi segnalo due link, dove potete trovare informazioni utili anche per compiere azioni concrete. C'è molto da fare e ognuno di noi può offrire un contributo nei modi che preferisce: raccolta di beni di prima necessità, ospitalità per gli sfollati, donare il sangue, sottoscrizioni, volontariato, ecc.. Ci sono anche molte raccolte di fondi a cui poter partecipare.
Segnalo anche la raccolta promossa dalla banca MPS, non citata nelle precedenti fonti:
Ringrazio tutti coloro che stanno offrendo il loro aiuto,
FRANCIA: LES JEUX SONT FAIT! APPROVATA LA DOTTRINA DEI TRE SCHIAFFI
- da Francesco Galgani Francia: approvata la dottrina Sarkozy dei tre schiaffi
Chi sarà sospettato di convidere materiale protetto da diritto d'autore sarà disconnesso.
Alla fine, nonostante le perplessità dell'Unione Europea, la Francia ha proseguito per la propria strada e ha approvato la legge che impone il taglio della connessione ai presunti "pirati".
A tal proposito, riporto per interno un articolo di Guido Scorza, tratto da Punto Informatico:
Il 2 aprile dopo settimane di ordini e contrordini, illusioni e speranze, fumate nere rotte da fumate bianche, l'Assemblea Nazionale francese ha approvato, senza sostanziali modifiche, il testo del disegno di legge già approvato al senato e noto al pubblico della Rete come three strikes.
Con la Legge sulla diffusion et la protection de la création sur internet la Francia è il primo Paese in Europa ad aver sancito un principio che, da mesi, riecheggia da una costa all'altra del globo: quello secondo il quale, in nome dell'esigenza di tutelare la proprietà intellettuale, ci si può spingere a privare un cittadino della libertà di manifestare il proprio pensiero attraverso il mezzo di comunicazione per antonomasia nel secolo della Rete, un mezzo divenuto, peraltro, anche strumento irrinunciabile per l'esercizio di diritti civili e politici.
Un bravo vignettista rappresenterebbe probabilmente la vicenda consumatasi nel Parlamento francese con la sagoma di un uomo con degli spessi occhiali che lascia cadere un sacco di monete d'oro su una folla che parla, scrive, comunica e si confronta: un politico miope che in nome della tutela di interessi esclusivamente economici di pochi travolge libertà e diritti non patrimoniali di ben più alto spessore e comuni a tutti gli uomini della terra. Fuor di metafora (e di vignetta), la storia moderna domani racconterà di un parlamento che, proprio in quella nazione che fu teatro della rivoluzione francese, nel secolo della Rete ha ritenuto che un diritto patrimoniale - i cui limiti e confini, peraltro, hanno fatto registrare in modo crescente, negli ultimi anni, l'esigenza di un profondo ripensamento - dovesse prevalere sul diritto che, l'art. 11 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino riconosce ad ognuno di noi stabilendo che: "La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è un diritto dei più preziosi per l'uomo: quindi ogni cittadino può parlare, scrivere, stampar liberamente, salvo a rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge".
Credo di non esagerare scrivendo che l'approvazione della legge francese rappresenta uno dei momenti più bui nella storia moderna del diritto perché si è lasciato che le pressioni dell'industria audiovisiva ed un pizzico di tecnofobia, ultimamente dilagante nei Palazzi della politica, privassero il legislatore di quel senso di equilibrio e responsabilità che non dovrebbe mai venir meno nell'assunzione di decisioni suscettibili di produrre cambiamenti epocali - nel bene o nel male - in relazione al futuro dell'umanità.
Sbaglieremmo, ritengo, a ridimensionare il senso di quanto accaduto ed a bollarlo come una vicenda d'oltralpe. Nell'età della globalizzazione dei mercati, tendenze ed orientamenti politici si diffondono rapidamente e nel nostro Paese, nelle ultime settimane, non sono mancati segnali inquietanti in relazione all'approccio del Palazzo alla politica dell'innovazione.
Qualcuno, come accade puntualmente, leggendo questo articolo dirà che si tratta di un'apologia della pirateria o, piuttosto, di un invito a rinunciare alla tutela dei diritti d'autore condannando così l'industria dei contenuti a morte sicura e, con essa, la cultura ad eguale destino.
Il punto, tuttavia, non è questo.
Ho già scritto che la proprietà intellettuale - almeno nei suoi principi fondamentali - costituisce un pilastro della società dell'informazione che è costituita di creatività ed idee in una percentuale elevata probabilmente quanto quella nella quale l'acqua è presente nel corpo umano (70%).
Il problema è piuttosto un altro: occorre individuare una nuova posizione di equilibrio tra l'enforcement dei diritti di proprietà intellettuale ed il rispetto dei diritti fondamentali di utenti e cittadini così come peraltro suggerito dal Parlamento europeo al Consiglio nella Raccomandazione dello scorso 26 marzo.
È un equilibrio che è completamente mancato in Francia dove, a sfogliare la proposta di legge appena approvata, ci si avvede che non solo si è sancita la prevalenza dell'enforcement dei diritti di proprietà intellettuale sulla libertà di informazione e comunicazione, ma si è andati oltre, stabilendo addirittura - lo dice a chiare lettere quello che diventerà l'art. 331-24 della legge francese sul diritto d'autore - che ad innescare quel perverso procedimento che può condurre alla disconnessione di un utente da Internet è sufficiente la presunzione da parte dell'Alta Autorità (HADOPI) che quest'ultimo abbia posto in essere una violazione della disciplina sul diritto d'autore senza bisogno che l'illecito venga accertato in un procedimento contraddittorio. Una presunzione di violazione di un diritto patrimoniale che condanna un cittadino, nel Secolo della Rete, a fare a meno della Rete.
Ma c'è di più.
La stessa previsione, infatti, stabilisce che contro le due comunicazioni che precedono l'irrogazione della sanzione non è possibile proporre opposizione e che contro eventuali vizi di tali comunicazioni o, più semplicemente, in caso di non corrispondenza al vero dei fatti in esse rappresentati è ammessa opposizione unicamente a seguito dell'eventuale irrogazione della sanzione. Tanto per essere più chiari, l'utente che venga ingiustamente ammonito per aver violato - in ipotesi - altrui diritti d'autore non potrà, in alcun modo, sottrarsi al provvedimento né difendersi da un'ingiusta accusa ma dovrà, inesorabilmente, attendere di vedersi tagliato fuori dal mondo per poi avviare un procedimento volto a ristabilire la verità e, quindi, alla sua riabilitazione. È facile, peraltro, ipotizzare che, nella maggior parte dei casi, il procedimento si concluderà quando, ormai, la pena sarà stata espiata. A quel punto, però, nulla e nessuno potranno restituire ai cittadini ed agli utenti disconnessi per legge la libertà perduta: nella vita saranno stati, in ogni caso, uomini meno liberi di quanto avrebbero potuto e meritato di esserlo.
È probabile che la complessità degli interventi strutturali che la nuova legge richiede vengano compiuti sul versante dell'offerta dei servizi di connettività freni o rallenti l'attuazione delle disposizioni in essa contenute ma, questo, poco importa: ciò che conta, a mio avviso, è che si è introdotto nell'Ordinamento di un Paese civile uno strumento idoneo a limitare - peraltro sulla base di un sospetto - la libertà di milioni di cittadini e si è, di fatto, affidato tale strumento all'industria dell'audiovisivo alla quale, in ultima analisi, la legge francese attribuisce funzioni di stimolo e denuncia all'azione dell'HADOPI.
Non basta sperare che qualcosa del genere non accada anche in Italia ma occorre attivarsi con responsabilità e senso civile per convincere il Palazzo che una diversa posizione di equilibrio è possibile e che non servono misure censorie per garantire lo sviluppo della cultura digitale nel nostro Paese.
Guido Scorza
www.guidoscorza.it
Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione
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Salvatore Armando Santoro - Presidente
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