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Festeggiamenti centenario nascita di Mario Luzi - da Salvatore Armando Santoro

Il 2014 sarà l'anno dei festeggiamenti per il centenario della nascita del poeta Mario Luzi.

Saranno molte le iniziative che renderanno omaggio alla sua figura di Poeta.
Il Comune di Scandicci, all'interno dei corsi della Libera Università di Scandicci, ha organizzato un


corso su Mario Luzi

tenuto da Caterina Trombetti.


In calce il programma e le date.

Il corso è gratuito per i possessori della ICard, che è possibile acquistare in Biblioteca di Scandicci,
nel cui Auditorium si svolgeranno  gli incontri.
Per informazioni telefonare allo 055-7591860
oppure
info@scandiccicultura.it

 

MARIO LUZI A CENTO ANNI DALLA NASCITA

A cura di Caterina Trombetti/ Associazione A.R.C.O.


In occasione dei cento anni dalla nascita del poeta Mario Luzi, il corso intende proporre una serie di incontri per analizzare e cogliere la profondità del grande Poeta attraverso la lettura dei suoi testi. Sarà interessante conoscere il suo percorso umano e poetico anche mediante la narrazione di vicende, curiosità e momenti di vita, cercando di avvicinare il pubblico alla figura di Mario Luzi e alla sua poesia attraverso le testimonianze dirette di chi lo ha conosciuto. Il corso prevede la partecipazione del Prof. Cosimo Ceccuti, del pittore Ernesto Piccolo, dell’attore e regista Giancarlo Cauteruccio e la presentazione di un video di Claudio Giachi.

Articolazione degli incontri:

1. Incontro con Mario Luzi: Uomo e Scrittore (giovedì 20 febbraio)
2. Mario Luzi Poeta
3. Mario Luzi Drammaturgo
4. Mario Luzi Critico D’arte
5. Mario Luzi e le “Sue” Città
ATTENZIONE: il primo incontro si terrà eccezionalmente giovedì 20 febbraio,
i successivi incontri si terranno sempre di lunedì.

CURRICULUM DOCENTE

Caterina Trombetti è insegnante di lettere e pedagogista. Presso l’Università di Firenze ha conseguito anche il diploma di perfezionamento post-laurea in Traduzione Letteraria.
Ha pubblicato diversi libri di poesia ed è presente in varie antologie e riviste letterarie, fra cui “NOSTOS. Poeti degli anni Novanta a Firenze” a cura di Franco Manescalchi. Da anni è attiva nelle scuole per la promozione, l’ascolto e la sensibilizzazione degli studenti verso la poesia. Nel luglio 2005 è stata invitata alla Biennale di Venezia. Alcune sue poesie sono state tradotte in francese, spagnolo, russo, inglese e arabo e presentate all’estero. Per molti anni è stata amica e collaboratrice del poeta Mario Luzi, e anche sua collaboratrice al Senato, dopo la nomina a Senatore a vita.


Firenze - Le Murate - 5.2.2014 - Dialogo in Poesia - Matteo Rimi e Caterina trombetti - da Salvatore Armando Santoro

Caterina Trombetti e Matteo Rimi mercoledì prossimo alla Nardoni bookstore presso Le Murate di Firenze con AICS - Cultura - Firenze: due grandi amori per la poesia che si incontrano... per noi senz'altro sarà memorabile!

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"Dialogo in poesia": incontro di due mondi poetici fra la scrittrice e poetessa Caterina Trombetti e la sua meravigliosa produzione e il poeta Matteo Rimi scrittore della rivista Cultura Commestibile.

Matteo Rimi, scrive poesie da sempre e ha avuto varie esperienze di performance e pubblicazioni fin dall'adolescenza. Da due anni collabora con l'Associazione Artisti Fiesolani, organizzando mostre ed eventi, e da un anno cura per la creativa rivista on line Cultura Commestibile la rubrica di conversazioni t...ra poeti LO STATO DELLA POESIA.
Caterina Trombetti, nata a Firenze, è insegnante di lettere e pedagogista. Presso l'Università di Firenze ha conseguito anche il diploma post-laurea in Traduzione Letteraria. Ha pubblicato diversi libri di poesia ed è presente in varie antologie e riviste letterarie. Da anni è attiva nelle scuole per la promozione, l'ascolto e la sensibilizzazione degli studenti verso la poesia. E' stata invitata alla Biennale di Venezia e, dall'Istituto di Lingua e Cultura Italiana, a Mosca e ad Algeri. Alcune sue poesie sono state tradotte in francese, spagnolo, russo, inglese e arabo. Per molti anni è stata amica e collaboratrice del poeta Mario Luzi, e anche sua collaboratrice al Senato, dopo la nomina a Senatore a vita.

"Dialogo in poesia": incontro di due mondi poetici fra la scrittrice e poetessa Caterina Trombetti e la sua meravigliosa produzione e il poeta Matteo Rimi scrittore della rivista Cultura Commestibile.

Matteo Rimi, scrive poesie da sempre e ha avuto varie esperienze di performance e pubblicazioni fin dall'adolescenza. Da due anni collabora con l'Associazione Artisti Fiesolani, organizzando mostre ed eventi, e da un anno cura per la creativa rivista on line Cultura Commestibile la rubrica di conversazioni t...ra poeti LO STATO DELLA POESIA.
Caterina Trombetti, nata a Firenze, è insegnante di lettere e pedagogista. Presso l'Università di Firenze ha conseguito anche il diploma post-laurea in Traduzione Letteraria. Ha pubblicato diversi libri di poesia ed è presente in varie antologie e riviste letterarie. Da anni è attiva nelle scuole per la promozione, l'ascolto e la sensibilizzazione degli studenti verso la poesia. E' stata invitata alla Biennale di Venezia e, dall'Istituto di Lingua e Cultura Italiana, a Mosca e ad Algeri. Alcune sue poesie sono state tradotte in francese, spagnolo, russo, inglese e arabo. Per molti anni è stata amica e collaboratrice del poeta Mario Luzi, e anche sua collaboratrice al Senato, dopo la nomina a Senatore a vita.


20 Febbraio 2014 - ore 21 - Biblioteca di Fermo - Storie da Biblioteca - da Salvatore Armando Santoro

Storie da biblioteca: premiazioni in corso

Proseguono le premiazioni della seconda edizione di Storie da biblioteca, il concorso di scrittura e fotografia organizzato dalla Sezione Marche dell’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) in collaborazione con l’Associazione culturale RaccontidiCittà e con Narcissus.me di Simplicissimus Book Farm.

Il prossimo appuntamento è presso la biblioteca civica "Romolo Spezioli" di Fermo giovedì 20 febbraio alle ore 21.

Siete tutti invitati!

 


Salento&Poesia - Il Teatro di Aldo Augeri: Jack Kerouac - da Salvatore Armando Santoro

L'AURORA PORTA LA LINGUA

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(Foto Giuseppe Affinato)

Teatro/ Il pompelmo rosa, Asfalto Teatro

Oggi martedì 28 e domani mercoledì 29 dicembre 2010, nell'ex Laboratorio di Saldatura del Cnos di Lecce, le ultime repliche per “Il pompelmo rosa” da Jack Kerouac per Asfalto Teatro.

 
“Se possibile scrivi “senza coscienza” in semitrance permettendo al subconscio di accogliere nel nostro linguaggio – disinibito, necessario, interessante e tanto “moderno” - quello che l’arte cosciente censurerebbe, e scrivi con eccitazione, velocemente sui crampi da penna o battitura secondo le leggi dell’orgasmo (come dal centro alla periferia). Vieni, da dentro fuori – fino al rilassamento e al detto”. È Jack Kerouac - citato da Rossano Astremo, in libretto pubblicato a Lecce nel 2006, per I libri di Icaro - il violentatore della prosa. E non solo della prosa, aggiungiamo noi, se violentare un canone significa liberarlo, accoglierlo nella possibilità.

Cigola il sipario nel vecchio laboratorio di saldatura delle Officine Cnos, come una grande porta che si apre svelando, di volta in volta, l’immaginario di un gruppo di “resistenza” che vuole, cerca e realizza un teatro profondamente traversato da una propria specifica lingua.

Il gusto per un teatro fatto di teatro dove gli attori, i costumi, i trucchi, le macchinerie, le scelte sceniche e quelle musicali scrivono un’autonomia ideativa profondamente radicale, perché mischiata di intuizioni e di scoperte cucite in libertà, fuori da qualsiasi soggezione teorica e critica.

Un teatro di regia che si fonda su una solidarietà costruttiva che chiama tutti all’esserci.

Questa volta Aldo Augieri, ha scelto Jack Kerouac, il mito di una scrittura totale dettata da un nomadismo (non solo quello tenuto ai titoli delle opere che più conosciamo) anche questo radicale nel condurre (la scrittura e) la vita al margine, nel bilico, sullo sprofondo della possibilità cognitiva e percettiva. Un osare che ha generato linguaggio ma anche profondamente modificato lo stile di vita di molti.

“Il pompelmo rosa”, è il titolo dell’opera che ha debuttato nei primi giorni di dicembre e che torna in scena per una nuova terna di repliche, le ultime due oggi 28 e domani 29 dicembre.

Una linea di luce in proscenio. Fioca. C’è il mondo, sullo sfondo, nel buio, nell’assoluto buio. Al Vecchio Angelo Mezzanotte è affidato il prologo per il successivo venire di “clown” narrativi che sono tessitura e trama delle visioni che Augieri declina nel suo teatro. Un gusto interpretativo fatto di vezzi e di atteggiamenti che muovono e motivano la “marionetta” viva che egli porta in dono, alla visione, affidandogli parole e movimenti. Un’andare e venire che scandisce il tempo, come se, dietro le quinte, l’attesa dell’entrata fosse punto d’arrivo d’un vagare infinito che congiunge il tempo della preparazione dello spettacolo alla sua “ultima” resa: è il teatro delle “poche sedie”, quello dell’avventura che detta la regola. C’è poca luce in questo allestimento, significativamente; con le parole nel flusso automatico della congiuntura beat, mai preoccupata della conseguenza. Sbirciare allora, tendere l'orecchio l'esercizio chiesto al pubblico. Il coro delle voci, le donne in scena, portano il trucco “rosa” delle geishe, sta a loro spingere la lingua, le parole nel suonare mischiando senso e “sentenze” utili al sempre perso noi!

Dove stiamo andando? Noi sentiamo il Tempo, l’odore della gente.

Valeva la pena che io venivo… stregone flippato. Ho imparato, imparato, le fantasie… Vagabondo, solibondo, cantabondo, lamentondo... Frammenti sentiti dalla scena ed altri a seguire, dal letterario sfondo di questa mirabile messinscena: “Che cos’è quella sensazione quando ci si allontana dalle persone e loro restano indietro sulla pianura finchè le si vede appena come macchinine che si disperdono? … È il mondo che ci sovrasta, ed è l’addio. Ma noi puntiamo avanti verso la prossima pazzesca avventura sotto i cieli” (da “Sulla strada”)

In ultimo un rammarico: peccato il limite del “mercato” teatrale in un territorio, il nostro, che insegue tutto che tranne i suoi talenti… Meriterebbero di più le “cose” di questa fucina, altre saldature, ma tant'è, onore al coraggio.

In scena con Aldo Augieri, Stefania De Dominicis (anche aiuto regia), Antonio Cazzato (anche scene e oggetti di scena), Claudia Di Palma, Daniele Sciolti (anche lui, alle scene), Giuliana Geusa, Roberta Sciolti (anche ai costumi). Le luci sono di Giuseppe Calabrò, i suoni (eccellente la scelta delle musiche) di Emanuele Augieri, trucco e parrucco di Anna Gabrieli. Il bel “vestito piumato” che sorprende in una scena di intensità aurorale è di Fiamma Benvignati.

Mauro Marino

 


Cultura e gastronomia: Tradizioni delle cucina ecuadoriana - da Salvatore Armando Santoro

Genova. Presentazione gastronomica al Consolato Generale dell’Ecuador

Genova. Ieri, giovedì 23 gennaio, è stato presentato a Genova, presso la sede del Consolato Generale dell’Ecuador, in via XX Settembre, il libro “Io non dimentico i miei sapori” di Lucety Bone. È stata proprio la console, Esther Cuesta, a introdurre con grande entusiasmo il progetto di Lucety.

«Non sempre si passa dall’idea alla sua concretizzazione, – ha spiegato la giovane console- ci vuole perseveranza e intelligenza e Lucety l’ha avute, realizzando il libro. Inoltre, la gastronomia ecuadoriana è ancora poco conosciuta in Italia e, quindi, il testo è molto utile: riflette bene la particolarità dei gusti ecuadoriani, la loro diversità da quelli italiani. Tutto è semplice e chiaro nelle pagine, come ad esempio, le note sugli ingredienti base e come si debbano usare, altrimenti il lettore non lo capirebbe.  Infine, oltre a vari piatti tradizionali, offre l’opportunità di preparare pure semplici spuntini».

Lucety ha illustrato, quindi, come sia nato il volume: prima di tutto dalla sua grande passione per la cucina che aveva fin da bambina, poi dalle amiche che le chiedevano spesso, da quando è arrivata in Italia, di assaggiare qualcosa, rimanendone sempre entusiaste. Ma anche da un momento difficile della vita nel quale, invece di deprimersi, ha pensato a una svolta. Il testo presenta le coloratissime foto delle ricette indicate,  dimostrazione pratica di ciò che sarà quel piatto e Lucety, esperta di marketing, non avrebbe potuto fare diversamente.  L’integrazione viene anche dalla conoscenza a tavola e da questo discorso è nato, infine, il progetto della cucina a domicilio. Lucety, come ha fatto ormai molte volte, è pronta ad andare in famiglie e altri luoghi di riunione, grandi e piccoli, per preparare i suoi cibi ricchi dell’identità ecuadoriana, servirli e fare tutto ciò che è utile per una festa conviviale (se necessario porta anche piatti, bicchieri, oggetti vari, lasciando, alla fine, tutto in ordine e pulito). Lucety ha lavorato parecchio in ristoranti e alberghi in Italia e, dunque, conosce bene gli usi italiani: ella sa offrire i suoi piatti in modo che, pur rispettando l’identità del paese di provenienza, siano presentati come piace agli italiani, persino dal punto di vista estetico (sappiamo bene che il gusto passa anche per la vista oltre che per l’odorato!).

 

Il pubblico in sala ha fatto subito molte domande, in particolare sul reperimento degli ingredienti. Lucety ha risposto che, ormai, le particolari spezie, che rendono il sapore tipico ecuadoriano come pure i colori, si trovano un po’ dappertutto, nei negozi etnici, cinesi, africani, spesso anche nei supermercati. Magari non saranno fresche come sui banchi dei mercati in Ecuador ma sono assai gustose!

Il rappresentante di un’Associazione colombiana che studia i prodotti che sono giunti in Europa dalle terre scoperte da Colombo, ha invitato Lucy per un approfondimento di tale conoscenza.

Tutti possiamo seguire Lucety Bone sulla pagina FaceBook Cucina Tipica Ecuadoriana o dare un’occhiata al suo libro ”( http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=982562).

Ma chi si trovava alla presentazione, ha potuto avere qualche assaggio: mini panini con maiale arrosto e salsa di cipolle, torta salata di mais e formaggio, frittelle di platano maturo, dolce di riso con latte, uvetta e cannella.

Inutile aggiungere che ecuadoriani e italiani si sono trovati perfettamente d’accordo sulla squisitezza delle proposte!
(Renata Rusca Zargar)


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Salvatore Armando Santoro - Presidente

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