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![]() Testimonianza di Tito Alvarado - da Salvatore Armando Santoro Ayer, hoy, mañana y siempre Ayer se ha celebrado el día internacional de la mujer. Yo estaba con el alma en otra parte y dejé pasar hasta hoy. Para mi sorpresa nadie de nosotros, que yo sepa, ha dicho algo memorable para homenajear a cada una de las mujeres que comparten los vaivenes de este barco. L'IDEOLOGIA DEL DENARO ANTICAMERA DELL'INFERNO! - da Salvatore Armando Santoro
SE QUESTE COSE LE AVESSI DETTE IO MI DIREBBERO CHE SONO COMUNISTA. ED INVECE LE HA SCRITTE IL NUOVO PAPA AI VESCOVI. ATTENTO FRANCESCO, E' PERICOLOSO QUELLO CHE TU DICI E DI “ANTICOMUNISTI” ANCORA CE NE SONO TANTI IN GIRO, ATTENTO!
ESORTAZIONE APOSTOLICA
INDICE
I. Alcune sfide del mondo attuale [52-75] No a un’economia dell’esclusione [53-54]
No alla nuova idolatria del denaro 55. Una delle cause di questa situazione si trova nella relazione che abbiamo stabilito con il denaro, poiché accettiamo pacificamente il suo predomino su di noi e sulle nostre società. La crisi finanziaria che attraversiamo ci fa dimenticare che alla sua origine vi è una profonda crisi antropologica: la negazione del primato dell’essere umano! Abbiamo creato nuovi idoli. L’adorazione dell’antico vitello d’oro (cfr Es 32,1-35) ha trovato una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano. La crisi mondiale che investe la finanza e l’economia manifesta i propri squilibri e, soprattutto, la grave mancanza di un orientamento antropologico che riduce l’essere umano ad uno solo dei suoi bisogni: il consumo. 56. Mentre i guadagni di pochi crescono esponenzialmente, quelli della maggioranza si collocano sempre più distanti dal benessere di questa minoranza felice. Tale squilibrio procede da ideologie che difendono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria. Perciò negano il diritto di controllo degli Stati, incaricati di vigilare per la tutela del bene comune. Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone, in modo unilaterale e implacabile, le sue leggi e le sue regole. Inoltre, il debito e i suoi interessi allontanano i Paesi dalle possibilità praticabili della loro economia e i cittadini dal loro reale potere d’acquisto. A tutto ciò si aggiunge una corruzione ramificata e un’evasione fiscale egoista, che hanno assunto dimensioni mondiali. La brama del potere e dell’avere non conosce limiti. In questo sistema, che tende a fagocitare tutto al fine di accrescere i benefici, qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato, trasformati in regola assoluta. No a un denaro che governa invece di servire 57. Dietro questo atteggiamento si nascondono il rifiuto dell’etica e il rifiuto di Dio. All’etica si guarda di solito con un certo disprezzo beffardo. La si considera controproducente, troppo umana, perché relativizza il denaro e il potere. La si avverte come una minaccia, poiché condanna la manipolazione e la degradazione della persona. In definitiva, l’etica rimanda a un Dio che attende una risposta impegnativa, che si pone al di fuori delle categorie del mercato. Per queste, se assolutizzate, Dio è incontrollabile, non manipolabile, persino pericoloso, in quanto chiama l’essere umano alla sua piena realizzazione e all’indipendenza da qualunque tipo di schiavitù. L’etica – un’etica non ideologizzata – consente di creare un equilibrio e un ordine sociale più umano. In tal senso, esorto gli esperti finanziari e i governanti dei vari Paesi a considerare le parole di un saggio dell’antichità: « Non condividere i propri beni con i poveri significa derubarli e privarli della vita. I beni che possediamo non sono nostri, ma loro ».[55] 58. Una riforma finanziaria che non ignori l’etica richiederebbe un vigoroso cambio di atteggiamento da parte dei dirigenti politici, che esorto ad affrontare questa sfida con determinazione e con lungimiranza, senza ignorare, naturalmente, la specificità di ogni contesto. Il denaro deve servire e non governare! Il Papa ama tutti, ricchi e poveri, ma ha l’obbligo, in nome di Cristo, di ricordare che i ricchi devono aiutare i poveri, rispettarli e promuoverli. Vi esorto alla solidarietà disinteressata e ad un ritorno dell’economia e della finanza ad un’etica in favore dell’essere umano. No all’inequità che genera violenza 59. Oggi da molte parti si reclama maggiore sicurezza. Ma fino a quando non si eliminano l’esclusione e l’inequità nella società e tra i diversi popoli sarà impossibile sradicare la violenza. Si accusano della violenza i poveri e le popolazioni più povere, ma, senza uguaglianza di opportunità, le diverse forme di aggressione e di guerra troveranno un terreno fertile che prima o poi provocherà l’esplosione. Quando la società – locale, nazionale o mondiale – abbandona nella periferia una parte di sé, non vi saranno programmi politici, né forze dell’ordine o di intelligence che possano assicurare illimitatamente la tranquillità. Ciò non accade soltanto perché l’inequità provoca la reazione violenta di quanti sono esclusi dal sistema, bensì perché il sistema sociale ed economico è ingiusto alla radice. Come il bene tende a comunicarsi, così il male a cui si acconsente, cioè l’ingiustizia, tende ad espandere la sua forza nociva e a scardinare silenziosamente le basi di qualsiasi sistema politico e sociale, per quanto solido possa apparire. Se ogni azione ha delle conseguenze, un male annidato nelle strutture di una società contiene sempre un potenziale di dissoluzione e di morte. È il male cristallizzato nelle strutture sociali ingiuste, a partire dal quale non ci si può attendere un futuro migliore. Siamo lontani dalla cosiddetta “fine della storia”, giacché le condizioni di uno sviluppo sostenibile e pacifico non sono ancora adeguatamente impiantate e realizzate. 60. I meccanismi dell’economia attuale promuovono un’esasperazione del consumo, ma risulta che il consumismo sfrenato, unito all’inequità, danneggia doppiamente il tessuto sociale. In tal modo la disparità sociale genera prima o poi una violenza che la corsa agli armamenti non risolve né risolverà mai. Essa serve solo a cercare di ingannare coloro che reclamano maggiore sicurezza, come se oggi non sapessimo che le armi e la repressione violenta, invece di apportare soluzioni, creano nuovi e peggiori conflitti. Alcuni semplicemente si compiacciono incolpando i poveri e i paesi poveri dei propri mali, con indebite generalizzazioni, e pretendono di trovare la soluzione in una “educazione” che li tranquillizzi e li trasformi in esseri addomesticati e inoffensivi. Questo diventa ancora più irritante se gli esclusi vedono crescere questo cancro sociale che è la corruzione profondamente radicata in molti Paesi – nei governi, nell’imprenditoria e nelle istituzioni – qualunque sia l’ideologia politica dei governanti. Salvatore Armando Santoro - WebmasterFirenze - 18.2.2014 - ore 15 Piazza Signoria - 450° anniversario morte Michelangelo Buonarroti - da Salvatore Armando Santoro
La Presidenza del Consiglio Comunale
In occasione delle celebrazioni per il 450° anniversario della morte di
Michelangelo Buonarroti 18 febbraio 1564-2014
invita la S.V. Martedì 18 febbraio 2014
Ore 15.00 Piazza della Signoria Il Corteo della Repubblica Fiorentina, le Autorità, i partecipanti muovono verso la Basilica di Santa Croce alla tomba di Michelangelo.
L’Accademia delle Arti del Disegno depone le tre corone intrecciate di alloro, quercia e ulivo simbolo delle arti sorelle pittura, scultura e architettura a ricordo del “padre delle arti” e delle esequie celebrate dalla stessa Accademia per ordine di Cosimo I nel 1564
Ore 15.30 Cenacolo della Basilica di Santa Croce Celebrazioni Interventi di: Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Comunale di Firenze Cristina Acidini, Soprintendente Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Firenze Luigi Zangheri, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno Firenze - 15.2.2014 - Disagio e Letteratura - Palazzo Guadagno - da Salvatore Armando Santoro Il Silenzio dei Violini tradotto e distribuito in Brasile - da Salvatore Armando Santoro Arriva nelle librerie brasiliane O silêncio dos violinos di Roberto Malini"Il Silenzio dei Violini", un volume contro il razzismo che il Circolo Culturale Mario Luzi ha consigliato per la pubblicazione e sponsorizzato presso l'Editore de "Il Foglio Letterario" di Piombino, l'amico Gordiano Lupi, è stato tradotto in brasiliano ed a breve sarà distribuito nelle librerie di questo paese. Siamo contenti di questo ulteriore risutato di un volume di poesie che fin dall'inizio abbiamo sostenuto e che non ci stancheremo di sponsorizzare perchè è una raccolta di liriche che merita di essere letta e regalata. A Roberto Malini, anche lui vecchio amico personale e del Circolo, un complimento sincero ed un augurio per un buon successo editoriale. Salvatore Armando Santoro - Presidente del Circolo Mario Luzi di Boccheggiano (GR)
Milano/Rio De Janeiro, 8 febbraio 2014. "O silêncio dos violinos" presto in libreria, in Brasile. E' la mia raccolta di poesie dedicate al popolo rom. Un grazie ad Amina di Munno, che ha mirabilmente tradotto le poesie. Un grazie ad Alessandra e Adriano Petreca Dini, formidabili promotori della cultura e dei diritti rom in Brasile, oltre che fraterni amici. Un grazie ad Anderson Fonseca, che ha reso possibile questa iniziativa editoriale. Un grazie a mia sorella Daniela e un altro a Gordiano Lupi. Ringrazio e abbraccio i Ciganos, che non mancano mai di manifestare affetto nei miei confronti, affetto che ricambio dal profondo del cuore. La copertina pubblicata qui di seguito è provvisoria, in attesa delle scelte dell'editore. ![]() ![]() ![]() Roberto Malini
viale Monte Grappa. 30
24047 Treviglio (BG)
331 3585406
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