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IN SCADENZA IL BANDO LETTERARIO VERETUM - da Salvatore Armando Santoro

ULTIMI GIORNI PER PARTECIPARE AL BANDO LETTERARIO DI POESIA E NARRATIVA VERETUM

A fine Giugno scade il termine per le iscrizione al Bando Letterario Veretum.

Invitiamo tutti gli amici poeti di non aspettare gli ultimissimi giorni per l'invio degli eleborati per non gravare di troppo lavoro la segreteria organizzativa.

Purtroppo, la crisi sta pesando sensibilmente anche sui bilanci familiari e la partecipazione a queste manifestazioni si riduce sempre di più. Comprendiamo che le spese di viaggio e l'eventuale soggiorno gravano e di molto sulle risorse individuali, ed è per questo che ci siamo limitati nel richiedere un'alta quota di lettura, ma i poeti che non devono sostenere queste spese, perché più vicini alla sede di svolgimento della manifestazione, potrebbero partecipare all'iniziativa incoraggiando così quelle Associazioni Culturali e quei Comuni, privi di grandi risorse, a tenere alta la poesia e rilanciare la cultura.

Cosa gradita sarebbe il passa parola, divulgando ad altri amici e poeti la nostra iniziativa, che si svolge in un territorio bellissimo e con tradizioni antichissime e illustri.

Grazie della collaborazione.

Il bando potrà essere scaricato sul portale della Pro Loco di Patù al seguente indirizzo: www.prolocopatu.it

In calce riportiamo, comunque, il volantino riepilogativo della manifestazione, più comodo ad essere diffuso.

Cordiali saluti.

Salvatore Armando Santoro - Presidente Circolo Culturale Mario Luzi di Boccheggiano (GR)

Michele Milo - Presidnete della Pro Loco di Patù (Lecce)

 

 

La Pro Loco di Patù (Lecce)

in collaborazione con il Circolo Culturale Mario Luzi di Boccheggiano (GR)

e con il patrocinio dell'Assessore alla Cultura e del Comune di Patù (Lecce)

 

organizzano il

 

1° Bando Letterario Internazionale

di Poesia e Narrativa “Veretum”

 

Il Bando si articola su due sezioni (per opere edite ed inedite a tema libero):

 

A - Poesia (anche in vernacolo o in lingue straniere con traduzione allegata in italiano).

B – Narrativa breve (con traduzione allegata in italiano per i partecipanti dall'estero).

 

SCADENZA PRESENTAZIONE ELABORATI: 30 Giugno 2014

 

ELENCO PREMI (che potranno essere ridimensionati se non si raggiungessero i 100 concorrenti):

 

  • Al 1° classificato della Sezione “A”- Poesia: Pernottamento (per i concorrenti provenienti da oltre 200 km) e cena per due persone + Targa.

  • Al 2° classificato della Sezione "A" - Poesia: Cena e Targa

  • Al 1° classificato della Sezione "B"- Racconti – Pernottamento (per i concorrenti provenienti da oltre 200 km) e cena per due persone + Targa

  • A 2° Classificato della sezione B – Racconti – Cena e targa

  • Targhe per il 3°, 4° e 5° segnalato di merito di ogni sezione e diplomi per altri concorrenti meritevoli di segnalazione

  • Targa del Circolo Culturale “Mario Luzi” alla migliore poesia che tratterà un tema storico dell'antica “Veretum” o un argomento a carattere socio-culturale della “Veretum” moderna.

 

E' richiesto un contributo per spese di segreteria di euro 10 per la Sezione Poesia (con l'invio fino a tre poesie di massimo 30 versi caduna) e di euro 15 per la Sezione Racconti brevi (con l'invio di un racconto di massimo due cartelle a spazio 2 e carattere 12) da versare tramite accredito bancario sul conto della Pro Loco di Patù codice Iban: IT 41 S 0326879550024895391610 Banca Sella - Ag. di Castrignano del Capo (LE). I TESTI DOVRANNO ESSERE IN FORMATO WORD OPPURE OPENOFFICE (Non PDF).

 

PER GLI STUDENTI LA PARTECIPAZIONE E' GRATUITA.

 

Il regolamento del bando potrà essere scaricato:

dai portali www.prolocopatu.it o ww.circoloculturaleluzi.net (pagina 3)Bandi Letterari Internazionali – 12)Manifestazioni del Circolo) oppure richiesto tramite email a info@prolocopatu.it o santoro3000@alice.it e le opere vanno spedite a questi due indirizzi tramite posta elettronica e, se consegnate a mano, anche su un supporto magnetico (CD o DVD). In calce alle opere dovranno essere riportate le generalità, l'indirizzo, il telefono e la email dei concorrenti. Il Presidente della Giuria provvederà a consegnare ai Giurati dei testi anonimi, contrassegnati da un numero progressivo, per garantirne l'anonimato.

Per eventuali informazioni telefonare, dopo le ore 14, ai numeri 347.7940561 (Milo Michele, Presidente Pro Loco) oppure 366. 4748941 (Salvatore Armando Santoro, Presidente Circolo Luzi).

 

La Giuria, che sarà presieduta dal poeta Dott. Salvatore Armando Santoro, sarà resa nota al momento della premiazione e sarà composta da poeti e professionisti nel settore letterario ed il loro giudizio sulla graduatoria finale sarà insindacabile ed inoppugnabile.

 

La premiazione si effettuerà

Sabato 20 Settembre 2014 alle ore 17

presso il Palazzo Liborio Romano di Patù (Lecce)

 

(Sarà richiesto il Patrocinio anche all'Assessore alla Cultura della Provincia di Lecce ed alla Regione Puglia)


14-15 Giugno 2014 Abazia San Galgano - Festival della Poesia: "poesia: sacralità, mito e leggenda" a San Galgano - da Salvatore Armando Santoro

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RINUNCIARE AL DIO DENARO - da Salvatore Armando Santoro

IERI (25.5.2014) SUL BLOG BLITZ AVEVO PARTECIPATO AD UNA DISCUSSIONE. OGGI, A RISULTATI ELETTORALI IN CORSO, DEVO DIRE CHE ALCUNE CONSIDERAZIONI DI QUELLA DISCUSSIONE SONO ANCORA VALIDE VISTO CHE UN MIO CARO AMICO, CHE AVEVA RIPOSTO NELLA SPERANZA DEL CAMBIAMENTO TUTTE LE SUE CONVINZIONI, OGGI SI E' DIMOSTRATO PROFONDAMENTE DELUSO DEL POPOLO.

IL CONTESTO DI QUESTO PORTALE NON È QUELLO PIÙ ADEGUATO PER QUESTE DISCUSSIONI MA È PUR VERO CHE IL POETA OGNI TANTO DEVE PARLARE PER DIRE CHE IL RE È NUDO.

"Ogni lotta è figlia del suo tempo e matura in condizioni e contesti completamente diversi rispetto alla realtà attuale. Non si può ragionare con la testa di oggi (e con l’esperienza che si è maturata oggi) su condizioni storiche e situazioni sociali esistenti in passato senza conoscerli.
Cercate di far funzionare almeno un poco la vostra intelligenza. Se la mia generazione non avesse fatto quello che ha fatto non staremmo neppure qui a discutere perché evidentemente avremmo avuto altro a cui pensare e le maledette macchinette che tutti hanno in mano oggi, in modo stancante ed assillante, nessuno le avrebbe avute perché la conoscenza non ci sarebbe interessata. persi come saremmo tutti alla rincorsa della sussistenza. Ma possibile che nessuno riesca a fare un’analisi storica senza salire in cattedra e dire oggi, a disastro avvenuto, cosa si sarebbe dovuto fare ieri? E’ molto facile sproloquiare oggi sulle cose che bisognava fare ieri. Ma il passato l’ha vissuto la mia generazione e, con l’esperienza di quel tempo, si è mossa per garantire un certe benessere ai propri figli ed oggi, anche ai propri nipoti. Se oggi non ci fosse stata quella classe che ha creato quel terremoto di cambiamenti molti andrebbero per prati a cercare erba per mangiare come andava mia madre quando io ero piccolo. Interagisco con dei somari a cui è stato dato il dono della parola, ma come i somari non escono dalla loro bocca parole convincenti ma sonori ragli che davvero mi spingono a dire:” Bene, andiamo alla guerra civile e così tanti somari smetteranno di ragliare”. Perché con i ragli non si va da nessuna parte e coloro che ci hanno portato in queste condizioni sapevano già bene cosa tantissimi anni indietro confezionavano: proprio questo. E’ questo che volevano ed adesso siamo qui a raccontarcelo senza che alcuno, però, riesca a fare un discorso serio. E chi l’ha fatto in questo blog, parlando di colonia e di carne da tritare, nessuno l’ha preso in seria ed onesta considerazione.
Perché chi detiene il potere ci fa fare quello che lui vuole, anche le guerre e le rivoluzioni. Perché poi sa che bastano pochi morti in piazza per riportare l’ordine che a loro è funzionale. Ma cosa hanno prodotto le recenti rivoluzioni sulle sponde del Mediterraneo?
Continuate pure a scrivere scemenze e restate a guardare e vedrete quanta strada farete.
Ma mi rivolgo a chi estremizza la discussione e fa solo esternazioni fuori luogo che non danno indicazioni sicure di quello che davvero bisognerebbe fare.
Perché non approfittate di questa grande occasione che vi si offre per bruciare il dio denaro? Perché non ritrovate i valori di solidarietà per ripercorrere una strada nuova, forse anche evangelica (e ve la suggerisce un ateo) dove il prossimo diventa l’interlocutore privilegiato e non il denaro? Se riuscirete a cogliere la meravigliosa occasione di questa crisi planetaria per rinunciare al finto miraggio dell’oro forse, dico forse, ritroverete voi stessi e la strada principale per uscire fuori da questa strettoia e sconfiggere chi sta giocando e spingendo su questa situazione per riportare indietro il mondo. In fondo la mia generazione, forse sbagliando, aveva creato i diritti. Questa generazione cosa sta creando?"

    Salvatore Armando Santoro - Webmaster

     


 


Francesco Galgani: La radice di tutte le guerre, da quelle personali a quelle mondiali. - da Salvatore Armando Santoro

La radice di tutte le guerre: da quelle personali a quelle mondiali

 

Inviato da Francesco Galgani (www.galgani.it) il 05/25/2014 - 06:51

E' facile parlare di pace o sperare passivamente (e in verità con poca convinzione) in un mondo meno violento, è invece molto più difficile essere protagonisti di un cambiamento che porti giorno dopo giorno alla pace. Tale difficoltà non è solo una questione di intenti, ma deriva principalmente dalla mancata comprensione di quale sia la radice da cui partono tutte le guerre, da quelle piccole e personali verso una persona o un gruppo di persone, a quelle di portata ben più ampia, come le guerriglie, il terrorismo o un vero e proprio conflitto armato tra nazioni. La causa primaria che porta all'odio, al rancore, al disprezzo, al distacco, al sentirci “al di sopra” e “migliori” degli altri, sino a sfociare in atteggiamenti o comportamenti violenti, è il credere che noi stessi, o il gruppo di cui ci sentiamo parte, abbia il monopolio del bene e che l'oppositore o gli oppositori siano la vera incarnazione del male.

A titolo di esempio, ad un amico, che sta vivendo da molti anni una situazione fortemente conflittuale e sofferente con una persona, ho detto che “le croci si fanno sempre con due linee”, intendendo che ciascuno di noi è “sempre” protagonista attivo delle relazioni umane che costruisce, sia che esse vadano in una direzione positiva piuttosto che, come in questo caso, in una direzione di sofferenza e di disprezzo. Lui mi ha risposto che in quella croce ha messo la parte buona, intendendo che lui ha messo il bene e l'altra persona il male: questo significa che non ha ancora capito che è proprio questo suo pensiero ad impedirgli di uscire dalla situazione sofferente che sta vivendo (e probabilmente di tante altre che ha vissuto e che continua a vivere).

Qualcuno, leggendo queste mie riflessioni, potrebbe obiettare che ci sono situazioni in cui è evidente chi ha torto e chi ha ragione. La mia risposta è che anche i terroristi credono di aver ragione, tant'è che il gruppo di cui si sentono parte li considera “eroi”, mentre il resto del mondo li chiama “criminali”. Ma allora dove sono il bene e il male?! Sicuramente sono entrambi nei nostri cuori e non esiste alcuna persona che abbia in sé solo il bene o solo il male: questo pensiero è il punto di partenza per cominciare a lavorare per la pace interiore e interpersonale.

La stessa cosa vale a livello di convivenza tra popoli e nazioni. In una proposta di pace inviata quest'anno all'ONU, è scritto:

«L'idea che la propria fazione avesse il monopolio del bene e che gli oppositori fossero la vera incarnazione del male fu il fulcro dello scontro ideologico che divise il mondo durante tutta la guerra fredda, e dopo oltre due decenni dalla fine di quel conflitto continua ancora a persistere sotto varie forme. Lo vediamo ad esempio nelle dichiarazioni secondo cui coloro che praticano una particolare religione rappresentano un pericolo che assume le sembianze della minaccia del terrorismo, o nell'accettazione di discorsi e atti criminali dettati dall'odio e diretti verso una particolare etnia o cultura a causa di timori di instabilità sociale, o nella tendenza a limitare la libertà della popolazione e ad anteporre la sorveglianza ai diritti umani in nome della sicurezza nazionale.
Pur riconoscendo la legittimità delle preoccupazioni riguardanti il terrorismo, l'instabilità sociale o la sicurezza nazionale, finché il nostro impegno a farvi fronte avrà radice in una visione del mondo che suddivide la popolazione nelle categorie rigide di bene e male, l'inevitabile risultato sarà quello di alimentare ulteriormente le fiamme della paura e della diffidenza, con il conseguente inasprirsi delle divisioni all'interno della società.
Troppo spesso chi è convinto della propria bontà finisce per manifestare quelle stesse caratteristiche - disprezzo per l'umanità e i diritti umani, ad esempio - che trova così ripugnanti in coloro che etichetta come malvagi».

E' più che mai necessario un modo di pensare che vada oltre la biforcazione radicale tra bene e male. Anche coloro che si stanno impegnando per qualcosa di positivo o che lottano per difendere e diffondere un'idea buona, portano sempre dentro di sé il potenziale per un intento e un'azione malvagia, perché tale è la natura umana. Allo stesso tempo, anche coloro che stanno facendo qualcosa di molto brutto, orrendo e violento, hanno sempre in sé qualcosa di buono e la capacità di agire per il bene, grazie a un cambiamento profondo della loro determinazione interiore.

E' il tempo di portare le nostre menti a pensare al di là del bene e del male, del giusto e dello sbagliato: questi aspetti contrapposti (che non sono mai verità assolute, ma giudizi soggettivi) sono in realtà sempre copresenti.

Impegnamoci per la pace,
Francesco Galgani,
25 maggio 2014


NON STA A NOI GIUDICARE: In memoria di Silvia Boscolo, morta suicida a 28 anni - da Salvatore Armando Santoro

NON STA A NOI GIUDICARE : In ricordo di Silvia Boscolo, giovane poetessa morta suicida a 28 anni.

Silvia era una ragazza che viveva con la nonna nel mio borgo, a Boccheggiano, una frazione del Comune di Montieri, a fianco casa mia. Posso dire che l'ho vista crescere perché da sua nonna era arrivata da Chioggia quando ancora aveva 16 anni.
Anche lei scriveva poesie ed ero io che le ricopiavo dal suo quaderno e le inviavo al portale www.poetare.it, perché allora lei non aveva il computer ed ha pubblicato solo su questo portale.
La poesia che ripubblico l’avevo scritta in Valle d’Aosta nel 2003 in un momento in cui mi erano venute in mente le sue parole ed il suo ricordo. Il mese dopo avrebbe compiuto 18 anni. Silvia, si è tolta la vita un paio di giorni indietro vinta dallo sconforto o per qualche problema esistenziale più grosso di lei che le covava dentro e che l'ha spinta alla tragica decisione. Il 22 maggio 2014 c'è stato il suo funerale ed è stata una sofferenza immensa parteciparvi perché neppure per me è un momento buono sotto il profilo della salute e della sofferenza interiore. Morire a 28 ci fa pensare molto alla fragilità dei nostri figli e dei nostri nipoti. Siamo impotenti e non riusciamo più a trasmettere valori ed il mondo si avvita sempre più su se stesso. C’è un lassismo imperante e mancano punti di riferimento credibili dopo che le ideologie sono tramontate ed è venuta meno anche quell’autorità necessaria, nella famiglia e nella scuola, per dare sicurezza alle generazioni che crescono che, a me sembra, viaggino allo sbando e senza più punti di riferimento. Ho visto (e ricordo) le brutture dell’ultima guerra, la miseria che ci circondava, ma avevamo tanta voglia di vivere e tanta speranza di costruire un mondo migliore. E la mia generazione l’ha costruito. Ma a volte il troppo benessere non sempre è benefico per far crescere forti le persone. Ma ci vuole per forza la guerra e la sofferenza per diventare responsabili e forti?

Salvatore Armando Santoro - Webmaster


A Silvia

Se io avessi
la tua stessa età,
potrei darti tutto l'amore
che nessuno fino ad oggi
ha saputo donarti.

Ti regalerei
tutto il colore dei fiori del mondo
e tutti gli odori più inebrianti
che la natura
racchiude nel suo grembo.

Non raccoglierei
neppure una margherita,
non reciderei
neppure un fiore di cicoria,
pur bellissimo
nel suo colore celestiale,
per non offendere la tua
sensibilità
ed il tuo amore immenso
per le cose del creato.

E ti amerei, così,
come tu sei,
abbracciandoti teneramente
e cullandoti tra le mie braccia
come fossi mia figlia
per farti addormentare
senza più paure
e farti dimenticare
tutte le tue sofferenze.

Salvatore Armando Santoro

(Lillianes 1.3.2003 - 15,08)

 


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