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LETTURA ITALIANA E STRANIERA, INFORMATICA E VARIE 
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Dal sito www.poetare.it una breve storia che dovrebbe far riflettere soprattutto le istituzioni che dovrebbero attivarsi per contribuire a cambiare davvero le condizioni di vita e di lavoro di tanti giovani del Sud che vorrebbero restare a lavorare onestamente nella loro terra.
Pensieri di una donna del Sud che vuole restare al Sud
Un giorno, quando partecipavo alle lezioni di catechismo, il catechista ci spiegava che ogni ragazzo, nel periodo dell'adolescenza, prendeva a modello alcuni riferimenti, che poi diventavano quasi dei propri idoli: questi poteva essere un cantante, un calciatore, un attore famoso. Le ragazze, invece, avevano come riferimento delle modelle o delle attrici famose. Per la maggior parte dei restanti adolescenti, infine, i modelli erano dei normali conoscenti come mamma o papà, zii o nonni.
Io subito pensai che forse il mio idolo fosse mia madre: così forte ma nello stesso tempo debole, perché pur sempre donna e, poi, mi sentivo molto somigliante a lei nel carattere.
Ma poi un giorno avvenne qualcosa che mise in discussione questi modelli ed entrai in crisi e provai anche tanta rabbia ed un odio profondo per il parroco del mio paese che ci spiegava certe cose.
Così buono e vicino a Dio, così intraprendente e colto, aveva messo incinta una donna e, nonostante le pressioni del vescovo delle nostra diocesi di quel tempo, che cercava di convincerlo a rinnegare il figlio, lui non rinnegò la sua azione ma rinunciò al suo ruolo e se ne andò in giro per le vie del mondo. All'inizio, come dicevo, lo odiai, ma oggi, dopo tanti anni, lo ammiro, perché ho capito che per la coerenza ed il coraggio dimostrato era lui il mio modello di riferimento, il mio idolo.
Si è sposato e ha due figli e, pur potendo esercitare la sua professione di giudice di pace, si è adattato a fare il portiere.
Nei primi tempi tutti lo scansavano, ma ora ho capito che aveva avuto una grande forza nel cuore per affrontare tutti quei disagi e quelle umiliazioni.
Ritornando alle mie convinzioni personali, in quello stesso periodo mi ero convinta di un comportamento da assumere per la mia vita futura: diventare io un esempio.
"Dai l'esempio - pensai - poi qualcun altro ti seguirà".
Ecco io ho fatto proprio questo, ho deciso di essere di esempio ed ho deciso di non andare via dal mio paese e di restare per cercare di far cambiare in meglio le cose.
Ho voluto raccontarvi queste cose per farvi comprendere che la società dove io vivo costringe tanti giovani a scappare, ma più aumenteranno le condizioni di disagio che feriranno il mio orgoglio più in me cresce e crescerà il desiderio di rimanere e lottare.
Mia madre afferma che nulla cambierà perché molti ci hanno provato a restare, ma poi sono stati costretti ad andare via. Questo è vero, ma io sono fortunata. Ho due risorse in me che gli altri non hanno: la poesia, che é il mio rifugio, ed internet, che mi consente di diffondere i miei pensieri ed lanciare le mie urla di speranza nella rete. E sono sicura che qualcuno prima o poi li ascolterà.
Scelgo di vivere
Secondo la legge
Che viene dal cuore.
Scelgo di vivere
Per gridare e gridare
E ancora gridare
L'amore e la pace
Scelgo di vivere
Per gioire piangendo
Per vedere le gemme
Diventare fiori colorati
Scelgo di vivere
per sognare
di me di te
tra le strade del mondo.
Grazie a quel Dio
Che decise
Di farmi respirare
L'aria buona di casa.
Lina Urso 
IL PROBLEMA E’ SOCIALE …..
(quello politico ne é la conseguenza)
Cerco di condensare il problema sociale, come é visto da un emigrato. E mi chiedo: “se ne accorgeranno gli Italiani, che preferiscono concentrarsi sulle lotte tra Guelfi (destra) e Ghibellini (sinistra)?”
La scelte della società italiana, degli ultimi 20 anni (le più evidenti). Nel Paese ove la tradizione della flessibilità totale, dell’ adattamento facile, non é equilibrata dal necessario rigore, da chiari interessi nazionali, dal lavoro efficiente; ove non esiste più la riflessione attenta (anche per le troppe emergenze) né l’ onestà nella vita sociale (ci puo’ essere l’ onestà, in un Paese ove la giustizia é vicina al bloccaggio?), il ruzzolone verso il terzo mondo é scontato. Ma anche rapido, visto che l’ assenza di riflessione non permette di definire le contromisure necessarie ed urgenti, visto che chi ha un ruolo nelle istituzioni ha tutta la latitudine per considerarlo un impegno o ....... uno sport......
In un Paese ove la corruzione viene diffusa nelle istituzioni o nelle imprese come un condimento necessario ad insaporire meccanismi arrugginiti (lo sono per incapacità), le evoluzioni degli ultimi 20 anni sono state rapide e negative. Eccone i contorni:
- si nota spesso una diversa mentalità, ma anche una diversa valutazione dei fatti italiani, fra emigrati e residenti. Possibili ragioni per ciò:
a) il fatto che gli emigrati vivono spesso in strutture sociali che funzionano;
b) essi sono spesso abituati a vedere, nella società in cui si trovano, i fatti e non le chiacchiere della Commedia dell' Arte Politica Italiana.
- la tradizione italiana "adattati a tutto, anche al peggio; non cercare di aggiustare nel sociale quello che non funziona, chissenefr.." ha fatto si che si siano accumulati nei decenni quintali di problemi;
- a causa del punto precedente, ma anche perché gli interessi nazionali non esistono più (degrado aiutando), sostituiti dagli interessi di bottega o di clans, si é persa l' abitudine, da decenni, di riflessioni lucide, obiettive, per cercare le soluzioni a problemi sociali. Si preferiscono piuttosto le lotte tra Guelfi (destra) e Ghibellini (sinistra). Più interessanti.......
- si vorrebbe che fosse creata occupazione, giusto. Ma quale imprenditore inizierebbe un' attività in una società che non funziona ? nella società dell' incerto e del confuso, ove la verità e la certezza sono state seppellite, dopo l' aggressione subita?
Gli aggressori, mai combattuti, sono tanti, ma i più pericolosi sembrano:
a) la cappa di menzogne, false verità, improvvisazioni, irresponsabilità, incapacità, doppio o triplo linguaggio, ipocrisia, nella vita sociale;
b) lo sparito interesse per l' impegno ed il lavoro di qualità in tanti contesti che sono stati lottizzati....
c) il seppellimento dei valori di riferimento (in altri Paesi) nella vita sociale, ben rimpiazzati dagli interessi di parte. I quali sono in genere ben conosciuti, salvo che possono cambiare ad ogni giro di vento...
Il gran numero di problemi irrisolti, e i tentativi di clans e cordate di risolverli solo con un taglio privato, ma non per tutti, ha portato allo scenario attuale: una ex-società, sostituita da clans e cordate, sotto l'imperio dei cinque dittatori; Confusione, Rassegnazione, Irresponsabilità, Lassismo e Allegra Gestione.
Cio' che non si dice, sembrerebbe: una società scassata non puo' sostenere un economia vigorosa, ma gli mette il piombo sulle ali... Inoltre: una società lottizzata ammazza l' impegno e il lavoro di qualità...
La somma di tanto andare, in Europa, si chiama INEFFICIENZA. In Italia, IL SISTEMA......
I GAPs della società italiana rispetto alla U.E.. Sono tanti, oggi; e sono andati aumentando negli ultimi 20 o trent’anni. Fra gli aspetti spiacevoli della società italiana, c’é anche:
- il menefreghismo dei cittadini, abituati, nel sociale, a non approfondire, non prendere iniziative, lasciar correre;
- la diffusione dei N.C.I (nuovi comportamenti italiani) porta alla incapacità della valutazione sociali lucide. Ci si é abituati all’ immobilismo, cioé ad accettare tutto, anche il peggio.
- l’ impossibilità in tale scenario di individuare le misure correttive necessarie e urgenti, in pratica spinge il Paese a........ accettare il bloccaggio del sistema Italia, con il rischio di entrare nel III mondo, senza fare alcunché per combattere la tendenza.
Come conclusione, direi, ci sono oggi due sviluppi possibili:
-
non trattare il gigantesco problema sociale e le sopravvenute incapacità sociali. In tal caso, tempo alcuni anni, faremo parte del club "America Latina"; a causa di tanti GAPs rispetto ai Paesi competitivi e funzionanti;
-
fare una valutazione seria delle cause sociali, al di fuori del contesto politico e colla testimonianza degli espatriati.
Per definire le misure urgenti e iniziare la catarsi e la europeizzazione della società. In cinque anni, se il processo fosse in mano a gente capace (quindi escluso i politici) e determinata, la società inizierebbe a funzionare e l' economia potrebbe ripartire.
Come punti di base, mi sembra che non ci sia altro, eccetto un fatto visibile; in una grande città come Roma, vedere tanta gente rassegnata, ignava, fa pensare ad una di queste due cose:
a) la gente é cresciuta come un gregge;
b) oppure alcune reti TV diffondono onde subliminali, che avrebbero lo scopo di non far pensare la gente, rendendola, appunto, simile ad un gregge.
Io per fortuna, non guardo Mediaset, quindi conservo una certa capacità di pensare, almeno per quello che é possibile quando si é superati i ..anta.
La mia conclusione, pesante, ma sicura:
-
gli Italiani non hanno la capacità di uscire dai loro guai; infatti non sanno quali ne sono le cause primarie (la loro mentalità);
-
Le nuove abitudini fan si che gli Italiani abbiano VISIONI DISTORTE SU UNA GRAN PARTE DEI PROBLEMI SOCIALI. NON HANNO la VISIONE LUCIDA....; si limitano alle verità di parte, che sono cangianti a seconda del clan...
-
tali condizioni sono perfette per un viaggio sicuro e rapido verso il terzo mondo.
-
una via di uscita esisterebbe: consultare gli emigrati in Paesi avanzati.....Essi conoscono sia le sviluppo economico, che le condizioni necessarie a permetterlo.
antonio Greco angrema@wanadoo.fr
P.S. Il nuovo governo parla di “colpo di reni”, di rilancio dell’economia. Solite illusioni di un popolo che preferisce fermarsi alle apparenze, rifiutando di approfondire la realtà effettiva...
SENZA AFFRONTARE IL PROBLEMA SOCIALE, NESSUNA SPERANZA PER UN PAESE IN VIA DI SOTTOSVILUPPO ...
IL COMPLOTTO CONTRO L’ ECONOMIA ITALIANA
Negli anni ’60 l’ economia italiana inizio’ un fiorente sviluppo, era fra le più competitive in Europa. Tanto da allarmare le maggiori economie industriali del continente.
Gli imprenditori dei Paesi a Nord della Alpi, ben organizzati e attenti alle strategie di sviluppo, misero sotto osservazione lo Stivale e le caratteristiche dell’ economia italiana. Capirono che essa aveva alcune marce in più: la creatività, l’ iniziativa, tipiche degli imprenditori italici. Per limitare la concorrenza italiana, gli imprenditori tedeschi, francesi, nordici, sembra anche belgi, iniziarono una riflessione strategica. Conclusero che le capacità di assorbimento del mercato europeo erano limitate, che le capacità creative degli Italiani avrebbero, nei decenni successivi, tarpato le ali allo sviluppo delle economie europee. Decisero quindi di partire, con una buona strategia, all’ attacco dell’ economia italiana. Fu decisa la missione “Tagliare la gambe”, iniziata in gran segreto.
Il Complotto
Furono create squadre di sobillatori ed un programma serio e lungimirante. L’ obiettivo era chiaro: diminuire la competitività italiana. Fu strutturata un ‘organizzazione adeguata per lavorare nell’ ombra. Furono arruolati guastatori capaci di rompere, creare una quinta colonna, sovvertire il tessuto sociale. Finanziamenti furono stanziati per una lunga missione, mirata alle fondamenta dell’ economia italiana. Furono stabiliti contatti adeguati in Italia.
La missione ando’ avanti pressapoco cosi. Furono contattati quadri italiani di basso e medio livello, nei contesti chiave dell’ economia (sindacati, imprenditori, ministeri economici). Con argomentazioni fasulle e metodi convincenti, si stabili’ la diffusione continuata in Italia, per un paio di decenni, delle seguenti idee chiave:
1 la responsabilità dei funzionari pubblici, dei politici, degli operatori dell’ economia e del sociale é un concetto superato, che crea ansie e conflitti;
2 il merito, fino ad allora usato per la selezione del personale, rischia di rovinare il lavoro di gruppo;
3 il ritmo di lavoro intenso e continuo, la determinazione, sono ostacoli al miglioramento della razza;
4 la puntualità, il rigore, la precisione, sono qualità da ragionieri o da topi di laboratorio, e sono in contrasto colla mentalità commerciale;
5 l’ organizzazione é uno strumento in mano ai capi per fiaccare la pazienza dei lavoratori e spadroneggiarli. Inoltre essa uccide la fantasia.
6 il mondo moderno é in evoluzione e richiede l’ uso di qualità nuove, come la furberia, il doppio gioco, il doppio linguaggio, i piedi in due staffe;
7 la dedizione e lo spirito di sacrificio sono contrari alla mentalità corporativa, la quale rischia di essere schiacciata.
Tutte queste idee furono ben cucinate e diffuse fra quei quadri dell’ economia che brillavano per superficialità, poco interesse per il lavoro serio e coerente. La facilità all’uso di adeguati compensi aiuto’ a formare una quinta colonna di guastatori italiani. Come previsto, la flessibiltà sempre presente, la superficialità frequente e il diffuso disinteresse per il bene del Paese, facilitarono il lavoro. L’ opera di disfattismo inizio’ a diffondersi, con l’ aiuto della demagogia diffusa da loschi politici ben pagati, interessati ai propri affari , più che ai meccanismi dello stato, sentito come lontano e pretenzioso.
I guastatori stranieri erano ben nascosti in piccoli uffici qualunque, lontani dai grandi palazzi dell’ economia. I guastatori italiani da loro assoldati assoldati lavoravano abbastanza bene, ma andavano molto sorvegliati e organizzati a causa della loro poca affidabilità.
I risultati del complotto, andato avanti per parecchi lustri, sono sotto gli occhi di tutti. Il tessuto sociale italiano é ormai notevolmente deviato, lontano dalle società europee avanzate. Oggi ci sono in Europa due tipi di comportamenti. I comportamenti europei sono diffusi in quasi tutta la U.E., ma non in Italia, ove sono spariti. Essi sono riassunti in Allegato 1.
I comportamenti che la società italiana ha attivato, sono fondati sulle seguenti nuove sensibilità:
- le regole non contano, i padrini si;
- il posto di lavoro deve essere garantito e non soggetto allo stress o ad alee come il merito;
- la confusione e il caos sono valori di tutto rispetto, in quanto permettono ad ognuno di fare le correzioni necessarie ai propri interessi.
Queste nuove sensibilità, diffuse senza molte difficoltà dalla missione “Tagliare le gambe”, hanno portato a fine secolo il tessuto sociale italiano allo scenario seguente:
1 riusciamo a fare male (o diciamo di voler fare, ma poi ...), noi i più creativi europei, cose che gli altri Paesi della U.E. sanno fare bene;
2 ci muoviamo, in alcune città e regioni o settori, in un pantano di imprevisti o scenari grigi;
3 qualche imprenditore considera l’interesse di trasferire la propria attività al di fuori delle nostre frontiere;
4 a fronte di numerosi problemi sociali, ben conosciuti da tempo, non si propongono soluzioni. Anzi, meglio non parlare dei vecchi problemi, tanto siamo rassegnati !
5 la conquista dei palazzi del potere da parte di politicanti, avvezzi a negoziare, impadronirsi, negoziare, scambiare, condizionare;
6 la diffusione di abitudini paternalistiche, una volta confinate nel mezzogiorno, nei palazzi del potere;
7 col tempo si diffonde nel milieu politico, poi in quello pubblico, l’idea che la carica pubblica o l’elezione non comporta necessariamente un impegno né grandi obblighi inerenti al proprio ruolo.
Fra i Paesi della U.E., l’Italia si distingue oggi per alcuni fattori particolari del suo quadro sociale, che hanno un impatto negativo sulla competitività. Eccoli:
- l’assenza di volontà e capacità organizzative, la diffusione dell’improvvisazione (causa ed effetto della confusione in aumento), in un mercato sempre più complesso, creano difficoltà agli imprenditori.
- la difficoltà frequente di realizzare i programmi pubblici che sono stati decisi (anche per la rarità di metodi di lavoro efficienti) rende incerto il quadro economico e quello pubblico. Si vive nel nuovo secolo sempre di più alla giornata, i programmi pubblici divengono solo indicativi. Le promesse non si possono mantenere. Gli obbiettivi dichiarati si dimenticano.
- diviene troppo raro il valore “responsabilità del proprio operato”. Si diffonde a macchia d’olio il vecchio (ma una volta nascosto) uso di selezionare la classe dirigente per allacci personali. Il merito e l’esperienza, formalmente in auge, divengono in pratica valori dimenticati. L’unica cosa che conta ormai a inizio secolo: conoscere un VIP potente.
- mentre qualche Paese africano ed asiatico inizia a combattere la corruzione, in Italia nessuno ne parla, considerandola una normalità.
La confusione politica non é la sola causa dei problemi nazionali. Ma la più chiara espressione di una deriva di società. Qualcosa di simile fu scritto da TIME alla scoperta di tangentopoli.
I Risultati
Dopo alcuni decenni di diffusione dei nuovi metodi di gestione del potere, si puo’ osservare frequentemente (é la specificità italiana nella U.E.):
8 servizi e opere pubbliche sono troppo spesso gestiti senza impegno né motivazione, visto che la carriera dipende sempre più dagli allacci personali;
9 la crescente distanza fra gli obiettivi politici dichiarati prima delle elezioni e i progressi realmente realizzati.
Nei servizi resi al cittadino la qualità si degrada. Poco male, l’Italiano é flessibile, si abitua a tutto, anche al peggio. La sempre più larga diffusione di metodi approssimativi e fumosi fa apparire (alle persone attente, ma esse non sono molte) nel grigiore sociale incoerenze, promesse dimenticate, obiettivi mancati.
Decenni di espansione di inefficienze e fallimenti, accettati, hanno fatto si che nessuno se ne lamenta più. Rassegnazione balcanica. La diffusione della incertezza e inaffidabilità nel tessuto sociale degrada molti settori e appesantisce molte attività economiche. Le quali cominciano a divenire meno competitive, senza che ci sia una gran colpa degli imprenditori.
Le diminuite qualità, affidabilità di merci e servizi sono state in molti settori accompagante da un altro tipo di degrado: l’insufficienza di organizzazione, sicurezza, rigore, serietà poteva talvolta essere accettata senza contraccolpi dalla società quando esistevano frontiere e dogane (prima degli anni ’90). Coll’istituzione del mercato europeo la competitività, che é divenuta un must, perde colpi in alcuni settori, soffre delle inefficienze e insufficienze. Maggiori le difficoltà di alcuni imprenditori di affrontare il mercato globale, essendo ormai troppo intralciati da un sistema sociale fuori dei tempi. Ove invece i loro competitori al di là delle frontiere basano la loro competitività anche su serietà, rigore e capacità organizzative di alto livello.
L’inchiesta effettuata
Sulla missione”Tagliare le gambe” ho potuto indagare, nonostante la riservatezza delle materia. Durante i miei continui viaggi in Europa per la mia attività (legata alla gestione di satelliti) ho dialogato con molti europei. Avendo intuito che c’ era qualcosa di losco, ho cercato informazioni su possibili complotti contro l' Italia.
Con un po' di pazienza, ne ho parlato con parecchi europei. Facendo qualche buona bevuta. Per me buoni vini, per loro hard drinks. I popoli nordici sono generalmente abbottonati. Ma whisky, rum e gin sciolgono molte lingue legate.
Ho poi scoperto che la missione "Tagliare le gambe" era in realtà frutto di sogni, durante i miei viaggi di lavoro in Europa. Ho avuto percio' dei dubbi sulla realtà dell' inchiesta fatta. Ma i dubbi sono stati poi fugati dall’ evidenza del disastro sociale odierno, che conferma quindi che un qualche complotto, conscio o inconscio, deve proprio esserci stato.
Antonio Greco ANGREMA@wanadoo.fr
Allegato:
COMPORTAMENTI DIFFUSI NEGLI ALTRI PAESI DELL’U.E
( LE SOCIETA DELLA FIDUCIA )
Nell’Unione Europea sono diffusissimi, e giudicati normali, i seguenti comportamenti (1):
- estrema chiarezza nell’espressione scritta ed orale
- estrema chiarezza dei proprii diritti in ambito sociale, i quali sono normalmente
realizzati, in pratica, dall’apparato statale, nei riguardi di tutti
- forte determinazione, individuale e collettiva, nel portare a termine le azioni di cui si é
responsabile
- onestà estrema, nei principi e nell’applicazione pratica, nei rapporti con la società
- imperativo di non profittare della propria carica/ruolo sociale nel proprio interesse
personale
- esigenza, da parte di ogni cittadino, che i servizi resi dallo stato siano di ottimo livello, o
almeno soddisfacenti
- la responsabilità legata alle proprie funzioni comporta:
- l’obbligo di esercitarle con impegno ed onestà
- la necessità di rendere conto sia di errori che di omissioni e la consapevolezza che gli errori possono essere puniti o determinare una marginalizzazione dell’interessato
- onestà e correttezza nel rapportare in pubblico o in privato fatti in cui si é coinvolti
- rispetto dei diritti altrui e consapevolezza dei limiti dei proprii diritti (generalmente ben
conosciuti, senza l’aiuto di « esperti »).
Un tratto molto comune nel tessuto sociale dei Paesi dell’U.E. é la selezione per merito, e non per allacci personali, in tutti gli ambiti sociali, incluso il pubblico. La qual cosa determina l’interesse ad essere corretti ed efficienti, per migliorare il proprio ruolo/introiti da lavoro.
A. Greco
______________________________________________
(1) Queste osservazioni riguardano tutti gli altri Paesi della ex U.E. (dei quindici), eccetto la Grecia e la Spagna, che non conosco abbastanza
NUOVA ASSOCIAZIONE DI ARTE E LETTERATURA IN SARDEGNA
Presidente la pluripremiata scrittrice sarda Giovanna Mulas.
A Lanusei è stata istituita l'Associazione Culturale "Arte & Letteratura", senza scopo di lucro, mirata allo sviluppo della cultura in ogni sua espressione più pura, all'arte nella letteratura, la danza, la musica.
A presidente dell'Associazione é stata nominata la pluripremiata scrittice sarda, Giovanna Mulas.
L'Associazione darà sostegno, tramite l'arte vista e interpretata come vita, a quella fascia di popolazione più disagiata e debole.
Verranno intraprese dall' Associazione Culturale numerose iniziative, nazionali ed internazionali, atte a sviluppare, evidenziare i talenti creativi locali e non, a far conoscere ed apprezzare tradizioni, idiomi diversi.
Fanno parte della neo nata Associazione anche il poeta Gabriel Impaglione, la ballerina e coreografa Maria Franca Pani, il chitarrista e cantautore Natale Murru.
LIBERO DECALOGO
1. Non giudicare.
2. Dimentica ogni morale che ti è stata insegnata.
3. Osserva i comportamenti e cerca di comprenderli.
4. Lascia che la vita ti istruisca.
5. Ricorda sempre che nessuno può giudicare la ragionevolezza dei propri pensieri.
6. Sorridi e gioisci di cose semplici.
7. Condividi i punti di vista, ma non cercare di imporne alcuno.
8. Ama chi è con te.
9. Ama quel che sei.
10. Ama quel che fai.
Queste poche indicazioni, semplici ma non banali, costituiscono un compendio di quanto io, compiuto il mio venticinquesimo anno, ho imparato vivendo e osservando.
Il "Libero decalogo" è appunto "libero", sia perché ispirato ad un principio di libertà nell'impostazione di vita e nei rapporti interpersonali, sia perché del decalogo può essere fatto liberamente qualunque uso, interpretazione, modifica, adattamento.
Non giudicare. Le persone giudicano, condannano, assolvono, sparano sentenze per se stesse o per gli altri. Non c'è peggior giudizio di quello pensato senza conoscenza e non c'è conoscenza che possa essere completa.
Dimentica ogni morale che ti è stata insegnata. Non è un invito alla dissolutezza, ma alla riflessione e al rispetto. La morale, sempre pronta ad essere innestata in ogni aspetto personale e collettivo, per imporre le sue leggi e suoi schemi, il suo giudizio del bene e del male, non può che ostacolare la comprensione che l'essere umano può avere di se stesso, degli altri, delle relazioni.
Osserva i comportamenti e cerca di comprenderli. I primi due punti sono propedeutici al terzo. Tentare di comprendere quanto sta oltre il proprio microcosmo significa anche evolversi e vincere l'autoreferenzialità tipica del nostro tempo.
Lascia che la vita ti istruisca. Molti si sforzano di convincere se stessi che la loro rappresentazione del mondo e della vita sia corretta e giusta, ma ciò non cambierà la natura delle cose, che mai si è lasciata influenzare o cambiare dalle opinioni.
Ricorda sempre che nessuno può giudicare la ragionevolezza dei propri pensieri. Ciò equivale ad accettare con umiltà quei limiti insormontabili di se stessi e di tutti gli esseri umani.
Sorridi e gioisci di cose semplici. Questo atteggiamento, oltre ad aiutare a vivere, è anche sintomo di intelligenza.
Condividi i punti di vista, ma non cercare di imporne alcuno. Molti errori e incomprensioni nascono da una presunzione di superiorità in cui è facile cadere.
Ama chi è con te. Ama quel che sei. Ama quel che fai.
Non ho bisogno di aggiungere altre parole.
Francesco Galgani
www.galgani.it
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Salvatore Armando Santoro - Presidente
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